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  • Onward – Oltre la magia

    Diretto da Dan Scanlon

    Data di uscita: 16-04-2020

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In “Onward – Oltre la magia” la Pixar scopre il fantasy: in un mondo di elfi e altre creature della letteratura fantastica, le tecnologie moderne hanno rimpiazzato la meraviglia delle antiche magie. Ma due fratelli, Ian e Barley, nel tentativo di riportare in vita il loro padre, scoprono che la magia è ancora uno strumento potente. Il film sarebbe dovuto uscire in Italia il 5 marzo. L’emergenza sanitaria ha costretto a riprogrammare l’uscita per il 16 aprile.

Il 2020 è l’anno delle produzioni animate originali in casa Disney/Pixar. “Onward” è il primo; seguiranno “Soul” in estate e, per i Walt Disney Animation Studios, “Raya e l’ultimo drago” a fine anno. La Casa del Topo con questa iniziativa concede al box-office internazionale un po’ di respiro, dopo aver dominato l’annata 2019, con oltre 11 miliardi di dollari (l’80% degli incassi complessivi).

Se nei suoi anni di gioventù la Pixar sfornava solo film originali e con notevoli garanzie di qualità e di successo, in questa sua fase di maturità si tirano i remi in barca. Sono sempre più rare le occasioni di sorpresa nei film Pixar. “Onward” si inserisce in questo solco con una storia fin troppo convenzionale. I due protagonisti, in barba alle raccomandazioni della madre Laurel, sfidano le insidie della magia dimenticata. Impareranno potenti incantesimi, spinti da un genuino sentimento di amore verso il padre scomparso.

L’unico guizzo in questa premessa è il ritorno in vita del padre scomparso. Ian e Barley cercano di evocarne il corpo tentando un potente rituale magico, ma le loro insicurezze li porteranno a un’interruzione prematura. Risultato: del padre avranno evocato solo le gambe! La metà inferiore del genitore, cieca e muta, è però capace di interagire coi figli, a suo modo. Li accompagnerà nel loro viaggio alla ricerca dell’amuleto necessario a ritentare l’evocazione. Una serie di incidenti on the road e una pericolosa maledizione renderanno più pepato il viaggio e più epico il commovente finale.

È un film di inesorabile presa emotiva sulle famiglie senza genitori e sulle dinamiche fra fratelli e sorelle. Questa sua universalità è anche indice di poca originalità e poco coraggio nella stesura del racconto. Il film si adagia sulla rendita garantita dalle premesse. Totale coinvolgimento del pubblico significa, di fatto, nessuno stimolo. Manca l’equilibrio fra solito e insolito, fra provocazione concettuale e consolazione finale, una cura con cui la Pixar del passato ci aveva viziato. A svegliarci da questa psicanalisi di gruppo interviene, per fortuna, uno svolgimento in gran parte comico. L’impresa on the road giustifica e sfrutta il dettagliatissimo world-building. Fra i momenti memorabili: una scena di inseguimento molto estesa e rocambolesca. Dico solo che riguarda una congrega di fatine motocicliste molto permalose e capovolgimenti di ruoli al cardiopalma.

La sceneggiatura ha anche il merito di riuscire a simulare metanarrativamente le dinamiche da giochi di ruolo (è in vendita anche il manuale del gioco raccontato nel film, “Quests of Yore“), richiamando così, in una serie infinita di citazioni, giochi e racconti fantasy, su tutti “Dungeons & Dragons“.

Il cast di voci originali mutua due “eroi” del Marvel Cinematic Universe, Tom Holland (Spider-Man) e Chris Pratt (Starlord in “Guardiani della galassia“), oltre a Julia Louis Dreyfus e Octavia Spencer. Fra i doppiatori italiani (che abbiamo incontrato a Roma insieme al regista Dan Scanlon) troviamo Sabrina Ferilli nel ruolo di Laurel, Fabio Volo come voce registrata del padre dei protagonisti. In vari ruoli minori si sentiranno le comparsate anche di Favij, Raul Cremona e David Parenzo.

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