Home > Recensioni > Operaja Criminale: Roma, Guanti E Argento

La fattoria drammatica

Operaja Criminale non è una classica band che fa musica, ma Andrea Ruggiero e Matteo Scannicchio definiscono questo progetto una «fattoria di idee ipercaotiche» e un «laboratorio ideologico».

Per questi motivi nasce “Roma, Guanti E Argento”, che si dimostra eterogeneo per stili e idee, un mix di pop che si trasforma in stile Marlene Kuntz nel brano “L’Ordine Naturale Delle Cose” per diventare malinconico nel brano immediatamente successivo, “La Routine Dei Guanti”.

Un po’ rock, un po’ fuori dagli schemi con bei passaggi di chitarre distorte e una bella voce pulita per questa sperimentazione inedita.

Le atmosfere ricalcano gruppi alternativi italiani come Afterhours e Marlene Kuntz. Una situazione, questa, inaspettata per un progetto italiano chiamato Operja Criminale che vanta, tra l’altro, la collaborazione di Giorgio Canali, da cui tutto ci si apetta fuorchè il classico rock.
A parte questa piccola divergenza tra nome e genere, si tratta di un album pieno, ricco di stile e personalità, profondo, riflessivo e anche soft.

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Contro

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