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Opeth: Nuova linfa per la band svedese

All’interno delle “segrete” di un locale milanese, abbiamo avuto modo di poter finalmente conoscere e fare due chiacchiere con la new entry in casa Opeth, il chitarrista Fredrik Åkesson, dimostratosi molto disponibile e simpatico nel descirverci il suo punto di vista sul nuovo disco e tanto altro…

Prima di tutto partiamo con il nuovo album in uscita a giugno… cosa ne pensi di questo disco?
Mi ricordo che, prima di entrare nella band, ero già un fan degli Opeth. Quando comprai “Ghost Reveries” diventò in poco tempo uno dei miei album preferiti, perché credo che, come i dischi precedenti, ogni release degli Opeth sia sempre piena di nuove atmosfere, nuovi progressi sempre stimolanti. Per quanto riguarda Watershed, credo che porti la band verso nuove direzioni, da una parte più psichedeliche, ma anche più aggressive. Si possono quindi sentire parti che pescano più dal progressive rock, che richiamano ai Pink Floyd ed altre invece molto più cattive, come nel caso della canzone “Lotus Eater” dove, per la prima volta, è stato usato un blast beat.

Dal punto di vista dei testi, cosa mi puoi dire?
Sinceramente, non mi piace parlare dei testi, in quanto e Mikael che si dedica interamente a questo aspetto. Risulta difficile descriverli, anche perché sono una sorta di suoi “sogni personali” che non sono di facile interpretazione.

Ok, posso immaginare… Spostandoci verso l’aspetto della composizione, hai preso parte anche tu al processo di stesura delle canzoni?
Si, nella canzone “Porcelain Heart”, che abbiamo composto insieme io e Mikael… Per il resto, scrive tutto lui e poi io mi occupo degli assoli nelle varie parti. Credo però che ogni singolo membro della band abbia contribuito a dare al disco questa atmosfera, grazie al fatto che abbiamo provato molto insieme. Di solito, Mikael porta la struttura grezza della canzone, di modo da incominciare tutti insieme a capirla, per poi permettere ad ogni singolo musicista di “personalizzare” la propria parte a casa. Questo porta ad ottimi risultati.

Quanto tempo vi è servito a comporre il disco, partendo dai primi demo fino ad arrivare al prodotto finale?
Quando sono entrato nella band in Maggio dell’anno scorso ho incontrato Mikael e già aveva alcune idee generiche su un paio di canzoni. Il tutto è stato però scritto in estate e registrato verso Settembre, tra cui una canzone che si può trovare solo sull’edizione speciale del disco, che si chiama… Ehm… oddio, adesso non ricordo bene (ride, nda)!

Quali credi siano, se ce ne sono stati, i cambiamenti avvenuti negli Opeth da quando ne sei entrato a far parte?
Dal punto di vista del fan, quando ho saputo della dipartita di Peter Lindgren ero molto triste… Sai, vedere “sfaldata” quella che per molto tempo è stata la “line up” ideale di un gruppo non è mai facile da accettare. Detto questo, come si dice, “The show must go on”… Questo è il mio lavoro e, per me, suonare negli Opeth è un piacere immenso, un sogno che si realizza. Non mi interessa se domani Ozzy Osbourne mi telefona e mi chiede di suonare con lui: sono in questa band e ci voglio restare, non chiedo di meglio.

Ok… Cambiando un attimo discorso, dal punto di vista di musicista, quali sono le maggiori differenze che hai riscontrato tra l’attuale esperienza con gli Opeth e le tue precendenti band?
Ho suonato in diverse band… Con i Talisman, con cui facevo una sorta di melodic hard rock, non mi sono mai trovato troppo bene, in quanto sentivo l’esigenza di suonare più “pesante” rispetto al genere che proponevamo. Dopo di loro, ho suonato con la gothic band Tiamat, degli ottimi ragazzi, ma, anche in quel caso, avrei voluto suonare più “veloce e tecnico” rispetto a ciò che facevamo… Però è stata una bella esperienza, siamo anche stati in tour con i Pain, di cui vedo che sei un fan (Frederik indica la felpa dei Pain indossata da Francesco, nda), ed è stato molto divertente… Peter Tagtgren è un maniaco!

Concordo, Peter è un autentico pazzo…
Già, ma un’ottima persona, è stato un bel tour… Dopo i Tiamat, la band con cui ho suonato di più sono stati sicuramente gli Arch Enemy, esperienza che mi ha permesso di suonare in tutto il mondo. Volendo fare un paragone, direi che la differenza principale tra le altre band e gli Opeth è che noi viviamo tutti nella stessa città, Stoccolma: questo ci permette un contatto più facile e ci consente di trovarci più spesso per suonare insieme e provare i nuovi pezzi e le nuove idee. Credo che sia una caratteristica molto importante quella di essere tutti relativamente vicini.
[PAGEBREAK] E quindi immagino che questo contribuisca a creare anche un maggiore legame tra i membri della band…
Certamente, ed è anche per questo che mi sento molto più “nella band” rispetto alle mie precedenti esperienze.

Ok… tornando a “Watershed”, quali sono secondo te le principali differenze che si possono notare rispetto a “Ghost Reveries”? Te lo chiedo anche perché credo sia differente, ora che sei un membro degli Opeth rispetto a quando eri un fan…
Esattamente! Credo molto in “Watershed”, perché ne ho preso parte attivamente. Risulta sempre diverso ascoltare un disco dall’esterno, che quindi lo assimili in una determinata maniera, rispetto ad ascoltarlo dopo che ne hai preso parte… conosci molte più cose e “retroscena” che danno un aspetto diverso ad ogni singola canzone. Comunque, le maggiori differenze si possono trovare in alcune parti molto più tecniche e molto più pesanti rispetto al passato, senza però dimenticare quello che è il tipico sound degli Opeth.

Come vedi gli Opeth nell’attuale scena heavy metal? Che ruolo hanno secondo te?
Dunque… caspita, è una domanda difficile! (ride,nda). In realtà, cerchiamo sempre di fare il nostro meglio, fornendo un risultato che credo sia semplicemente definibile come “diverso” dal resto e… non ho una buona risposta per te, mi dispiace!

Nessun problema… Prima hai detto che l’esperienza con gli Arch Enemy ti ha dato la possibilità di prendere parte a grandi concerti… Ora, con gli Opeth stai per intraprendere un grosso tour in compagnia di Dream Theater, Between The Buried And Me e 3… cosa ne pensi di questa opportunità?

Credo sia un ottima occasione, sia per promuovere il disco in uscita, sia come esperienza personale. Suonare con i Dream Theater è bellissimo, John Petrucci è un chitarrista incredibile, dal quale ho sempre cercato di rubare e copiare quanto più fosse possibile! Le altre band non ho mai avuto modo di ascoltarle… Le conoscete?

Sì, sinceramente seguo molto i Between The Buried And Me…
Ah bene, sono progressive?

Diciamo che sono strani… hanno un loro modo di fare progressive, inserendo in composizioni mediamente lunghe molte parti, sia pesanti che leggere, con inserti acustici e tanto altro…
Ah, come gli Opeth! (ride,nda)

No, direi che lo fanno in modo decisamente diverso!
Sì sì, scherzavo! Per tornare alla tua domanda, sono molto contento di suonare in posti molto grandi, che possono contenere dalle quattromila alle ottomila persone, oltre a poterci esibire anche di fronte ad un pubblico diverso dal solito, come può essere quello dei fan dei Dream Theater.

Inoltre, quest’estate verrete qui in Italia in occasione dell’Evolution Festival, in compagnia di grandi nomi come In Flames, Pain Of Salvation, Novembre e tanti altri…
Sì, sarà anche quella un’ottima occasione per suonare e per tornare in italia… Come i dicevo prima, sono molto contento di questi tour. Pensa che andremo anche in Giappone e in Australia.

Australia? caspita, è molto lontana.
Infatti sfruttiamo l’occasione delle date in Giappone per andare anche in Australia, che da li sono solo dodici ore di volo.

Giusto… Una domanda più personale: quali sono i tuoi gruppi preferiti attualmente, sia nell’ambito metal che in altri generi?
Come chitarristi mi piacciono molto Tommy Emmanuel e Mark Knopfler, mentre come band ascolto moltissimo i Rush, che sono fonte per me di grossa ispirazione. Purtroppo, l’unico momento in cui riesco ad ascoltare un po’ di musica è sul tourbus, visto che quando sono a casa ho pochissimo tempo libero. Devo dire che mi piace molto anche scoprire nuove band emergenti, sempre quando il tempo me lo permette.

Sempre sui tuoi gusti musicali, conosci o segui in particolare qualche band italiana?
Sinceramente, a parte i Lacuna Coil, sono abbastanza estraneo alla scena italiana… avete qualcosa da consigliarmi?

Be, visto che ci suonerete insieme all’Evolution, sicuramente i Novembre meritano di essere ascoltati. Propongono una sorta di death metal molto atmosferico, che presenta spesso inserimenti di orchestrazioni mai eccessive ma che ben si integrano con il resto… se ti capita, procurati gli ultimi due album che sono i migliori, nonché quelli i più facili da reperire.
Ah ok, vi ringrazio, vedrò di procurarmi i dischi che mi avete detto!

Benissimo, il nostro tempo è esaurito, ti ringraziamo per la tua disponibilità e ti auguriamo un buon viaggio e arrivederci a Luglio.
Grazie mille a voi, è stato un piacere!

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