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  • Opeth: Sorceress

    Nuclear Blast / none

    Data di uscita: 30-09-2016

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Il 30 settembre scorso è uscito in tutto il mondo “Sorceress”, il sorprendente nuovo lavoro degli svedesi Opeth.

“Sorceress” è il dodicesimo album di inediti degli Opeth, l’ottavo prodotto dall’amico Steven Wilson, leader dei Porcupine Tree, primo con la casa discografica tedesca Nuclear Blast, e terzo della svolta progressive, dopo “Heritage” del 2011 e “Pale Communion” del 2014. Una panoramica necessaria, visto che questo album è un deciso passo avanti per Mikael Åkerfeldt e soci. Ma andiamo con ordine. L’introduzione è affidata alla strumentale “Persephone”. Poche, struggenti note, che anticipano il mood decisamente dark e malato delle successive 10 tracce. Un’atmosfera che è in contrasto con la colorata immagine di copertina, opera dell’illustratore americano Peter Max. Seguono“Sorceress”, che dà il titolo all’album, poi “The Wilde Flowers”, e via via tutte le altre tracce, una migliore dell’altra, fino all’outro di “Persephone (Slight Return)”. Ho avuto una certa difficoltà a trovare quelle più rappresentative, essendo un lavoro molto equilibrato. Ma la già citata “Sorceress”, “Chrysalis” ed “Era” hanno qualcosa in più. Nei lavori precedenti lamentavo un po’ di ripetitività e difficilmente riuscivo ad ascoltare un intero album. In particolare “Heritage” non mi aveva convinto a pieno. Avevo trovato “Pale Communion” migliore, ma questo “Sorceress” è invece un altro mondo! Brani molto ispirati, vari e in più parti originali. Non mancano certo i rimandi, ma non sono mai prevedibili né sbiadite cover. Appare infatti molto evidente l’apprezzamento di Mikael Åkerfeldt per lo stoner, oltre che per il metal dei Black Sabbath e il rock psichedelico di Pink Floyd e Led Zeppelin. L’accostamento con questi ultimi due mostri sacri può sembrare sorprendente, ma consiglio di ascoltare bene “Sorceress 2″ e la seguente “The Seventh Sojourn”. E non solo. Lo stesso leader del gruppo ha dichiarato di amare particolarmente Il Paese dei Balocchi, gruppo di rock progressivo romano che nel 1972 ha inciso un solo, omonimo disco, dal quale Mikael Åkerfeldt ha tratto ispirazione.

In conclusione, “Sorceress” è probabilmente l’album più riuscito degli Opeth. Affascinante, non ripetitivo, oscuro. Insomma, dannatamente bello!

Pro

Contro

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