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I pesaresi che cantano Lynch

“David is a Narcoleptic Man” dice il titolo, e se il David in questione è l’illusionista Lynch c’è da credergli. Ora il gioco prevede indovinare perché questi Orange Lem giungano al primo disco (dopo tre EP) con un riferimento tanto importante.

A nostra disposizione nove tracce; le pedine sono favole, balene, insonnia, un abito elegante di Jackie Kennedy e la candida chioma di Andy Warhol. Di traccia in traccia l’atmosfera dondola tra l’elettronica anni Ottanta e il pop più recente, quello made in London.

Il rompicapo, a questo punto, potrebbe non essere difficile da risolvere: i quattro pesaresi giungono alla prova in studio più importante con un disco maturo ed elegante, suggerendo già un marchio di fabbrica che di qui a poco li condurrà lontano.

Dopo Jeff Tweedy stiamo alla larga dal complimenti al pop, specie se proveniente dal Bel Paese. Eppure questi Orange Lem meritano crescita e paragoni importanti. Non si grida al capolavoro, perché urlando si rischierebbe di coprire il loro bel sound.

Quindi se la vostra collezione di dischi include nomi come Blur, Oasis, o Wilco – per l’appunto -, è il caso di dare una chance ad una band che non vi deluderà.

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