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Oscar 2013: Eligible or not? L’Academy e le colonne sonore

Eligible or not? Alla vigilia della Awards Season stabilire chi o cosa abbia i requisiti per poter aspirare alle candidature dei prossimi Oscar è una questione delicata, per la commissione che se ne occupa e per chi, da casa, tenta di decifrare la linea di confine che separa gli eligibles dagli ineligibles.

Se infatti ai film si chiede soltanto di essere stati distribuiti regolarmente in sala entro un certo arco temporale, per le colonne sonore i termini si fanno più ambigui.
Il Music Branch della Academy of Motion Picture Arts and Sciences ha appena annunciato i 104 titoli in corsa per la categoria Original Score e gli occhi attenti degli appassionati hanno già notato un primo assente illustre: “Moonrise Kingdom“.

Come mai la colonna sonora scritta da Alexandre Desplat per il nuovo film di Wes Anderson non è candidabile? Perché il regolamento prevede che le colonne sonore nelle quali sia presente anche musica non originale — in quella di “Moonrise Kingdom” c’è molto Benjamin Britten — non possano gareggiare.

Giusto, in linea di principio. Ma dal momento che l’Academy non quantifica la musica necessaria per entrare in lista e raccomanda solo che la score non sia “diluted by the use of tracked themes or other preexisting music“, stabilire il giusto grado di diluizione oltre il quale il lavoro del compositore risulta troppo annacquato non è sempre semplice. Anche perché a volte la contaminazione con musica preesistente ha un preciso significato drammatico.

Nel 2011 il severo Music Branch ha ammesso “Inception” di Hans Zimmer, poi candidata, nonostante l’utilizzo di “Non, je ne regrette rien” di Édith Piaf ma ha escluso “Black Swan” e “True Grit” perché la prima, di Clint Mansell, si basava troppo sul balletto di ?ajkovskij (poteva essere altrimenti?) e l’altra, firmata da Carter Burwell, comprendeva una rielaborazione di inni sacri pertinente alla scrittura del film ma a quanto pare non conciliabile con le regole dell’Academy.
Jonny Greenwood invece, buttato fuori nel 2008 con “There Will Be Blood“, quest’anno risulta candidabile con “The Master“.

E da noi, per i David di Donatello, come ci si organizza? Meglio non domandarselo. Basti ricordare che per “Noi credevamo” ha ricevuto la nomination Hubert Westkemper, che peraltro è un ingegnere del suono, grazie a un lavoro di sound design e non a una partitura originale vera e propria fatta di pezzi strumentali. Ma non se ne è accorto nessuno perché alla cerimonia di premiazione gli è stato attribuito un brano di Gioachino Rossini.

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