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Oscar 2014: film stranieri, ecco gli avversari di Sorrentino

Si avvicinano gli Oscar (il 2 marzo la cerimonia di premiazione) e Paolo Sorrentino acquista sempre più rilievo mediatico in Italia, grazie alle vittorie di questi mesi, coronate dall’arrivo di un Golden Globe.

Ironico, dato che “La grande bellezza” ha ricevuto l’accoglienza più freddina proprio dalla stampa italiana, mentre quella estera (americana in particolare) si è dimostrata ben più entusiasta.

Anche se è inevitabile parteggiare per il beniamino di casa Italia, sarebbe comunque saggio non dimenticare che si tratta pur sempre di una corsa a cinque. A seguire trovate quindi una veloce presentazione dei quattro avversari del film italiano, in un anno in cui quella del “miglior film in lingua straniera” si è confermata essere la categoria più imprevedibile e gravida di sorprese.

“IL SOSPETTO” (“JAGTEN”)

Nazione: Danimarca

Trama: Lucas (Mads Mikkelsen) è il maestro d’asilo di una piccola comunità danese molto attaccata alle tradizioni e alla caccia come collante sociale. Quando però la figlia del suo migliore amico lo accusa di aver abusato di lei in quello stesso asilo, Lucas scoprirà quanto sia potente il semplice sospetto per minare i legami umani che fino ad allora avevano caratterizzato la sua vita, fino al raggelante finale.

Uscita italiana: 22 novembre 2012

Possibilità di vittoria: Il film da battere e il vincitore annunciato, l’unica candidatura forte a non essere falcidiata da una giuria in vena di nominare outsider (chiede a Cile, Singapore e Iran). Thomas Vinterberg, che vanta una precedente candidatura, confeziona un film forte e dall’indubbio valore autoriale, capace con la sua tensione narrativa e bellezza visiva di tenere incollato lo spettatore alla sedia, senza mai annoiarlo. Inoltre Mads Mikkelsen (“Casino Royale”, “King Arthur”) con la serie tv “Hannibal” ha ulteriormente cementato la sua carriera americana ed è l’unico volto noto tra i nominati, per giunta premiato proprio per questo ruolo a Cannes. A meno di grosse sorprese, la Danimarca ha già l’Oscar in pugno.

THE MISSING PICTURE” (“L’IMAGE MANQUANTE“)

Nazione: Cambogia

Trama: Il documentario di Rithy Panh ricostruisce attraverso la memoria dei sopravvissuti, alcune figurine di argilla e materiale d’archivio originale alcuni episodi del genocidio del Khmer Rouge (1975-79).

Uscita italiana: non disponibile

Possibilità di vittoria: La Cambogia invia solo saltuariamente film per la competizione degli Oscar e si tratta della prima nomination conseguita dal Paese. Il suo principale punto di debolezza è la mancata nomination nella categoria dei documentari e lo scarso appeal che questo genere solitamente ottiene al di fuori del proprio recinto.

ALABAMA MONROE – UNA STORIA D’AMORE” (“THE BROKEN CIRCLE BREAKDOWN“)

Nazione: Belgio

Trama: Un’innamoratissima coppia di cantanti folk si trova alle prese con la malattia potenzialmente mortale della figlioletta, capace di minare anche la loro rodatissima unione.

Uscita italiana: aprile 2014 (Satine Film)

Possibilità di vittoria: Il film di Felix Van Groeningen è un altro forte candidato, forse il più accessibile al grande pubblico e il più aderente agli standard dei vincitori di questa categoria. Ci sono i bimbi malati che fanno sempre tenerezza, una colonna sonora da urlo e un film che è piaciuto molto (premiato anche dagli EFA), soprattutto a livello emozionale. Nel caso di un cedimento danese, se la giocano tutta Belgio e Italia, a parimerito.

OMAR

Nazione: Palestina

Trama: Un freedom fighter palestinese è indotto con l’inganno a confessare il proprio coinvolgimento nell’uccisione di un soldato israeliano e a diventare una spia per la fazione nemica

Uscita italiana: non disponibile

Possibilità di vittoria: A differenza di quanto l’ambientazione israelopalestinese possa far supporre, si tratta di un thriller adrenalinico e velocissimo. Il precedente film di Hany Abu-Assad “Paradise Now” ottenne anch’esso la nomination, nonostante al pari di questo fosse parecchio critico nei confronti di Israele (per essere diplomatici). Tuttavia la nomination stessa è stata una sorpresa e manca del chiacchiericcio necessario perché qualcuno lo consideri davvero in grado di vincere.

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