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Oscar 2015 — Le 79 canzoni in gara e il nostro pronostico

Gli indefessi membri dell’Academy si sono dovuti sorbire quest’anno 79 canzoni per decidere le cinque (al massimo) da candidare ai premi Oscar, nomination che saranno annunciate giovedì 15 gennaio 2015. Anche noi, che non si dica che siamo meno indefessi di chiunque altro, ce le siamo sorbite tutte e settantanove (o quasi, con la giusta dose di pregiudizio) e ne abbiamo tirato fuori una dignitosa compilation da 25 tracce che, scommettiamo, contiene la cinquina ufficiale.

I musical

Non tutti sanno che l’Academy premia una categoria apposita per i film di genere musical, che però nella sua forma attuale, negli ultimi trent’anni, non è mai stata attivata. Il motivo è che in un solo anno non ci sono mai abbastanza musical per poterne celebrare i tre-cinque migliori. Però questo americanissimo genere trova spesso il suo premio di consolazione in una o due nomination nella categoria della miglior canzone originale.

Nel 2014 (per il rotto della cuffia) sono approdati al cinema due grossi successi di Broadway come “Annie” e “Into the Woods”, entrambi in Italia a aprile 2015. Poche le canzoni originali prodotte appositamente per il film, però. Una sola canzone per “Annie”, intitolata “Opportunity” e scritta dall’australiana Sia e interpretata nel film dalla giovane protagonista Quvenzhané Wallis. Nessuna canzone originale per “Into the Woods”, che pure ne aveva pronte tre ma sono state tagliate dalla versione finale del film.

Ma i musical che più probabilmente pretenderanno un posto nell’Olimpo sono due produzioni originali e che vantano un pedigree già dorato. La sorpresa dell’anno in questo senso è “Il libro della vita” (in Italia a marzo), film ispirato alla festa messicana del giorno dei morti, prodotto da Guillermo Del Toro, con le canzoni originali di Gustavo Santaolalla e Paul Williams (entrambi premi Oscar). Fra le due in competizione noi segnaliamo la struggente (ma anche comica, nel contesto del film) “The Apology Song”.

L’altro musical originale non è affatto una sorpresa: “I Muppet 2 – Ricercati”, un sequel del “reboot” del 2011 che è in realtà già l’ottavo film dei Muppet. Fra le sei canzoni originali del film composte da Bret McKenzie (che ha già vinto l’Oscar con il film precedente), le due favorite per la nomination sono la ridicolmente fantastica “I’ll Get You What You Want (Cockatoo in Malibu)” e l’immancabile genialata metacinematografica “We’re Doing a Sequel”.

Di discreto successo è stata anche la colonna sonora del film “Tutto può cambiare – Begin Again”, la cui canzone originale principale “Lost Stars”, cantata nel film in due versioni da Adam Levine dei Maroon 5 e da Keira Knightley, è materiale da Oscar, e il regista del film si è già imposto all’attenzione dell’Academy con “Once” nel 2008, la cui canzone originale “Falling Slowly” vinse. Il nuovo film però non ha eccelso come il precedente, e sembra fuori dai giochi già da un po’.

Di “Rudderless” si è parlato poco e niente. Diretto dall’attore William H. Macy, e interpretato da Billy Crudup nei panni del padre di un giovane cantautore; fra le sue canzoni, scritte da Simon Steadman e Charlton Pettus, c’è la commovente “Sing Along”.

I documentari

I documentari americani hanno un complesso di inferiorità e sono convinti che se non si accompagnano a una canzone strappalacrime le loro denunce e i loro racconti non vengono recepiti per bene. Non ne avrebbero bisogno, ma almeno le canzoni che vengono fuori da questa tendenza valgono la pena.

Un habitué dei premi Oscar è il cantautore J. Ralph, compositore di molti documentari vincitori di Oscar negli ultimi anni, ma che ottenne la sua prima nomination a sorpresa un paio di edizioni fa con “Chasing Ice”. Quest’anno ci riprova con tre importanti documentari, due dei quali contengono le sue nuove canzoni: “Until the End” da “Garnet’s Gold” cantata da Liza Minnelli, e la bellissima “We Will Not Go” da “Virunga” (uno dei documentari favoriti per la vittoria, e fra i pochi di cui poter sperare in un uscita Italiana) interpretata da Salif Keita, Youssou Ndour & Fally Ipupa.

The Hornet’s Nest” è un documentario che fa da contraltare all’ultimo film di Clint Eastwood “American Sniper”, e racconta la guerra in Afghanistan in prima linea ma per davvero. A accompagnarlo c’è il crudo lamento di “Chariots” dei Politicks.

Un ultima segnalazione viene dall’unico documentario musicale in gara, nonostante ce ne siano stati molti quest’anno, che ha una canzone originale. “I’m Not Gonna Miss You” è stata scritta dalla leggenda country Glen Campbell, malato di Alzheimer, appositamente per il film a lui dedicato “Glen Campbell: I’ll Be Me”, e ha serie possibilità di finire in nomination.

I film d’animazione

Abbiamo già citato “Il libro della vita” fra i musical, ma anche altri film d’animazione non prettamente musicali hanno le loro perle di musica e parole.

Il film Disney dell’anno, “Big Hero 6”, musicalmente non può certo competere con l’exploit dell’anno scorso “Frozen”, ma ha una canzone di sottofondo accattivante e rumorosa che non si perderà nel dimenticatoio: “Immortals”, dei Fall Out Boy.

Boxtrolls – Le scatole magiche” ha due canzoni originali molto particolari e perfettamente inserite nel film. Una l’ha scritta il Monty Python Eric Idle, si intitola “The Boxtrolls Song” e è interpretata dal personaggio di Madame Fru-Fru (la voce qui è di Sean Patrick Doyle, in soccorso con le sue doti trasformiste all’interprete titolare del personaggio Sir Ben Kingsley). L’altra canzone è del compositore Dario Marianelli e è una geniale canzone da operetta in italiano dedicata a ogni varietà di formaggi: “Quattro Sabatino”.

Un’altra canzone diegetica la troviamo in “Dragon Trainer 2”, e è la dolce ninna-nanna/ballo celtico composta da John Powell e Jónsi dei Sigur Rós “For the Dancing and the Dreaming”.

E poi c’è quest’altra canzonetta che non devo aggiungere altro, no?: “Everything Is AWESOME!!!”, da “The LEGO Movie”.

I duri cominciano a giocare

Già fra le canzoni elencate finora è difficile sceglierne solo cinque, ma i veri dolori arrivano adesso, con queste teste di serie.

Lana Del Rey continua a lasciare il segno non solo sulla scena musicale ma anche su quella cinematografica: dopo “Il Grande Gatsby” e “Maleficent”, Lana Del Rey ha composto e interpretato una canzone originale per l’ultimo film di Tim Burton “Big Eyes”. La canzone è omonima, “Big Eyes”.

Per il nuovo film da regista di Angelina Jolie “Unbroken” (il 29 gennaio da noi) si scomodano invece i Coldplay con “Miracles”. Sarebbe una nomination scontata, ma persino i Golden Globes l’hanno snobbata, per cui la sua candidatura sembra a rischio.

I Golden Globes non si sono dimenticati invece (sperando che questo non ne bruci le possibilità agli Oscar) della meravigliosa canzone di Patti Smith “Mercy Is” per il sottovalutato kolossal di Darren Aronofsky “Noah”, uscito nel lontano marzo.

Usiamo per l’ultima volta come sponda i Golden Globes per segnalare un altra canzone, che ai Globes ha appena vinto, e è il meraviglioso inno “Glory” di John Legend e il rapper Common, dal film “Selma” di Ava DuVernay (a febbraio in Italia).

Ce la farà “The Last Goodbye” da “Lo Hobbit – La Battaglia dei Cinque Eserciti”, scritta col cuore dal Billy Boyd, fu Pipino, a riscattare una trilogia snobbata quasi completamente dall’Academy, nonostante i diciassette Oscar vinti dal predecessore “Il Signore degli Anelli”? Purtroppo no, perché il mondo è ingiusto.

Gli outsider

Qualche perla è rimasta ancora fuori, e forse sono fra le più preziose.

Sui titoli di coda del bistrattato “Lucy” di Luc Besson potevamo trovare questo brano sognante di Damon Albarn, “Sister Rust”, che se davvero guadagnasse una nomination darebbe una dura lezione a tutto il resto.

Molto più visibile è invece “Boyhood”, ma la sua canzone originale “Split the Difference” (scritta e interpretata da Ethan Hawke) si perde nel resto del repertorio degli anni 2000 utilizzato nel film.

Dopo “All Is Lost” il musicista indie Alex Ebert torna a collaborare con J.C. Chandor per “A Most Violent Year”, ma cambiando completamente genere e concludendo con una canzone allucinata come “America for Me”.

Il gruppo norvegese Nico & Vinz ha composto l’africana “Find A Way” per il film passato in sordina “The Good Lie” (non uscito in Italia) prodotto da Ron Howard e con Reese Witherspoon, una storia di rifugiati sudanesi in America. Le critiche al film sembrano buone, ci fidiamo, e la canzone sembra rispecchiarne i valori positivi, un ballo liberatorio.

Concludiamo con la più felice sorpresa fra queste settantanove canzoni. Viene dal film di Zach Braff “Wish I Was Here” (uscita ancora non prevista qui da noi), e se provate a cercarla su YouTube non troverete la versione ufficiale ma decine di cover e reinterpretazioni amatoriali, segno di un successo di cui tristemente in Italia non è arrivata neanche l’eco. Si intitola “Heavenly Father”, è dei Bon Iver, e richiede qualche ascolto in più per capirla, e amarla.

I pronostici

Fare pronostici per la categoria della miglior canzone originale è sempre difficile. Le sorprese sono dietro l’angolo, soprattutto quelle del regolamento (che potrebbe permettere una categoria con addirittura solo due nomination, come successo di recente). In questa categoria non di rado sono comparsi i titoli più astrusi, come l’anno scorso quando il titolo più imprevedibile di tutti dopo fu addirittura squalificato. Consci che può succedere di tutto, tentiamo questo benedetto pronostico, in ordine sparso:

  • “Glory”, da “Selma“, perché ha appena vinto il Golden Globe, perché riguarda temi di scottante attualità (il testo rap cita le proteste di Ferguson, Missouri)
  • “Everything Is AWESOME!!!”, da “The LEGO Movie“, perché è stato un tormentone
  • “Split the Difference”, da “Boyhood“, perché “Boyhood” sta pericolosamente assumendo i contorni di un film pigliatutto ai premi
  • “We’re Doing a Sequel”, da “I Muppet 2 – Ricercati“, perché una canzone della Disney ci deve stare sempre, e questa è divertentissima.
  • “We Will Not Go”, da “Virunga“, perché l’Academy ha spesso mostrato attenzione alle canzoni dei documentari, e questo è favorito anche nella categoria del miglior documentario.

Dalla nostra playlist su YouTube possiamo evincere anche i titoli più popolari dell’anno su questa piattaforma, per tentare un paragone fra le scelte del pubblico e quelle dell’Academy. Ecco i cinque video più popolari su YouTube:

  1. “Everything Is AWESOME!!!”, da “The LEGO Movie
  2. “Lost Stars”, da “Tutto può cambiare – Begin Again
  3. “Immortals”, da “Big Hero 6
  4. “I’m Not Gonna Miss You”, da “Glen Campbell: I’ll Be Me
  5. “The Last Goodbye”, da “Lo Hobbit – La Battaglia dei Cinque Eserciti
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