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Oscar 2015 — I migliori film d’animazione e le uscite future

Non è stato un anno particolarmente felice per il mondo del cinema d’animazione. Sì, le produzioni sono state tante, ma la ricettività del pubblico nel 2014, dopo l’abbuffata miliardaria di “Frozen” l’anno precedente, è stata pericolosamente bassa.

Al box office mondiale (e anche a quello italiano) dell’anno appena concluso nessun film d’animazione figura fra i dieci maggiori incassi.

Quanto alla qualità, il livello delle produzioni americane è sostanzialmente assestato sui canoni del cinema per famiglie e sulla sempre eccellente maestria tecnica, ma senza spiragli di originalità.

Unica eccezione è “The LEGO Movie” che allenta completamente i freni inibitori e si abbandona alla fantasia e al delirio. Uscito nel lontano mese di febbraio 2014 e sin da allora favorito per il premio Oscar 2015, il film dedicato ai mattoncini danesi invece non è nemmeno arrivato nella cinquina dei nominati, destando sorpresa a dir poco.

La cinquina dorata propone tre film americani e due stranieri. Si sa che gli stranieri, anche solo per arrivare in nomination, devono fare i salti mortali più dei loro cugini americani, e raramente arrivano a onori maggiori, purtroppo.

Dal Giappone arriva l’ultimo capolavoro dello studio Ghibli (che ha già vinto nel 2003 con “La città incantata” di Hayao Miyazaki, e è stato nominato altre due volte, di cui l’ultima l’anno scorso con “Si alza il vento”): “La storia della principessa splendente” di Isao Takahata, uscito in Italia per pochi giorni lo scorso novembre e in arrivo in Blu-ray e DVD a marzo.

Della verde Irlanda è invece “Song of the Sea” di Tomm Moore (già nominato per “The Secret of Kells”), tripudio di invenzioni visive e di suggestioni mitologiche. Scandalo che nessuno dei film di Tomm Moore sia ancora mai arrivato in Italia.

I due rappresentanti d’oltre-Atlantico e oltre-Pacifico sono anche fra gli ultimi baluardi dell’animazione in tecnica tradizionale (e Takahata, come Miyazaki, è prossimo alla pensione). Ad arginare il dominio dell’animazione in computer graphics c’è quest’anno anche un altro combattente, con la tecnica dell’animazione in stop-motion: lo studio Laika partecipa con il suo terzo film dopo “Coraline” e “Paranorman” (entrambi già nominati agli Oscar), “Boxtrolls – Le scatole magiche”, presentato in anteprima alla Mostra di Venezia e uscito in autunno nelle nostre sale.

Non possiamo però scordarci i “padroni di casa”. Gli studios DreamWorks Animation e Disney l’hanno spuntata un’altra volta, arrivando alla nomination con due ottimi film che però fanno rimpiangere l’originalità a cui ci avevano abituato, e che impallidiscono al confronto con gli altri tre candidati più raffinati. Il favorito è “Dragon Trainer 2”, atteso sequel del successo del 2010, puntellato di bei momenti ma troppo compromesso da buffonate facili. Il film ha sbancato anche agli Annie Awards, i premi dell’ASIFA, la comunità di animatori hollywoodiana, che hanno invece colpevolmente sottovalutato le altre perle di quest’anno. Da anni voci di corridoio dicono che la DreamWorks ha una forte influenza sui premi Annie, ridimensionata però da varie proteste e cambi di regolamento negli ultimi tempi. Nelle ultime otto edizioni gli Annie hanno “azzeccato” il vincitore degli Oscar a anni alterni. Quest’anno allora dovrebbero aver sbagliato.

A beneficiare di questa superstizione statistica potrebbe essere il candidato disneyiano “Big Hero 6” di Chris Williams e Don Hall, tratto dal fumetto Marvel, una versione per bambini degli “Avengers” che potrebbe sicuramente dar vita a un nuovo franchise, visto il discreto successo che ha avuto.

Mi piace notare che dietro queste nomination si nascondono anche quattro meravigliose colonne sonore, matematicamente ignorate dall’Academy nell’apposita categoria musicale (ma non da noi nella nostra Top Ten delle migliori musiche del 2014). Joe Hisaishi, magnifico compositore che si supera ogni volta, contribuisce in larga misura al fascino mitologico di “La storia della principessa splendente”. Anche il compositore francese Bruno Coulais in “Song of the Sea” contribuisce funzionalmente alla storia, come si intuisce dal titolo. Il tocco romantico e giocoso ai “Boxtrolls” lo dà l’italo-inglese Dario Marianelli. Riesce a superarsi, pur concedendosi di riutilizzare anche temi del film precedente (che invece ebbe la sua giusta nomination musicale), John Powell nella potente e entusiasmante colonna sonora di “Dragon Trainer 2”.

Musicalmente interessante è anche “Il libro della vita” (doveva uscire in Italia ma è stato rimandato), con musica e canzoni originali del messicano Gustavo Santaolalla (due volte premio Oscar), che però non ha agguantato nomination né nella categoria del miglior film d’animazione, né in quella della miglior canzone, vittima della poca visibilità avuta dal film.

Un’annata di cui tutto sommato non ci possiamo lamentare, anche se la preferenza verso i baracconi a effetti speciali, a discapito di gioielli animati anche grandi, è un po’ preoccupante. Il futuro, sotto questo aspetto, non sembra roseo: inutile ricordare la quantità esagerata di film di supereroi che invaderà le sale nei prossimi 4-5 anni, che sicuramente succhieranno troppi soldi dai portafogli delle famiglie, lasciando gli spiccioli all’animazione.

Dal canto suo l’animazione nel 2015 risponde con i soliti sequel, ma anche qualcosa di originale: la Pixar torna dopo due anni di assenza con due film nuovi, “Inside Out” e “The Good Dinosaur”, ma dai creatori di “Cattivissimo Me” arriva lo spin-off sui “Minions”; dalla DreamWorks l’originale “Home” ma poi il sequel “Kung Fu Panda 3”; quelli di “L’era glaciale” propongono un film nuovo sui “Monster Trucks”, mentre dalla Sony arriva il sequel “Hotel Transylvania 2”; dalla TV arriva il secondo film di “SpongeBob – Fuori dall’acqua” e il primo film di “Shaun – Vita da pecora”; dalle strisce a fumetti arriva il film dei “Peanuts”, e dalla letteratura francese nientemeno che “Il piccolo principe”.

 

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