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Oscar 2016 — Gli Esclusi: Attore, Attrice e Miglior Film

Terza e ultima parte della redenzione che offriamo agli illustri esclusi dell’Academy per l’edizione 2016 degli Oscar.

Qui le altre categorie: Stranieri, documentari e sceneggiature; Animazione, colonne sonore e canzoni.

MIGLIORE ATTORE E MIGLIORE ATTRICE

Nomination effettive: confronta qui.

Nomination alternative:
(protagoniste) Dakota Johnson in “Cinquanta sfumature di grigio”, Rooney Mara in “Carol”, Greta Gerwig in “Mistress America”, Maggie Smith in “The Lady in the Van”, Cate Blanchett in “Truth”, Lily Tomlin in “Grandma

(protagonisti) Christopher Abbott in “James White”, Ian McKellen in “Mr. Holmes – Il mistero del caso irrisolto”, Jason Segel in “The End of the Tour – Un viaggio con David Foster Wallace”, Michael Caine in “Youth – La giovinezza”, Samuel L. Jackson in “The Hateful Eight”, Steve Carell in “La grande scommessa”, Idris Elba in “Beasts of No Nation

(non protagoniste) Cate Blanchett in “Cenerentola”, Charlize Theron in “Mad Max: Fury Road”, Cynthia Nixon in “James White”, Jennifer Jason Leigh in “Anomalisa”, Jane Fonda in “Youth – La giovinezza”, Sarah Paulson in “Carol”

(non protagonisti) Jesse Eisenberg in “The End of the Tour – Un viaggio con David Foster Wallace”, Jonny Beauchamp in “Stonewall”, Michael Stuhlbarg in “Steve Jobs” e “L’ultima parola – La vera storia di Dalton Trumbo”, Abraham Attah in “Beasts of No Nation”, Walton Goggins in “The Hateful Eight”, Domnhall Gleeson in “Revenant – Redivivo” e “Ex Machina”

Sono abbastanza insoddisfatto da certe nomination effettive (Matt Damon, Rachel McAdams, Kate Winslet, e altri che non cito per non creare scompiglio nella popolazione) che per quest’anno potevano agilmente cedere il posto. Ma allo stesso tempo non tutte le mie proposte alternative avevano la forza necessaria per ambire alla statuetta, nonostante i grandi meriti.

Dell’indipendente “James White” si è parlato seriamente dopo il suo successo al Sundance per un eventuale nomination delle due intensissime performance dei protagonisti Christopher Abbott e Cynthia Nixon, ma troppo tempo è passato, e l’Academy quest’anno è stata cattiva con gli indipendenti. Stesso discorso vale per “The End of the Tour” con la complessa reinterpretazione di David Foster Wallace a opera dell’altrimenti comico Jason Segal, e il suo degno contraltare interpretato da Jesse Eisenberg: una coppia che riesce a lasciare il segno nella storia del cinema e che difficilmente dimenticheremo.

Rischiavano di monopolizzare le loro categorie gli anziani Lily Tomlin, Maggie Smith, Ian McKellen e Michael Caine hanno dato quest’anno delle prove fra le migliori della loro carriera, ma l’Academy ha preferito puntare sui giovani (con l’eccezione di Charlotte Rampling).

Difficile anche trovare spazio per tutti i grandiosi otto di “The Hateful Eight”, e se Jennifer Jason Leigh è riuscita a imporsi, meritavano una nomination almeno anche il protagonista Samuel L. Jackson e la sorpresa su cui non avrei puntato un penny Walton Goggins.

Altro escluso di un cast ben rappresentato è Domnhall Gleeson in “Revenant”, i cui già colleghi titaneggiano come miglior attori protagonista (DiCaprio) e non (Tom Hardy), e che soffre di un ruolo forse minore ma non meno intenso. Gleeson, poi, quest’anno era in altri tre film ben rappresentati a questa edizione degli Oscar, “Brooklyn”, “Star Wars” e “Ex Machina”, ma fra le tre è notevole solo quest’ultima.

Ho incluso poi alcune scelte molto inconsuete ma che sono state fra le sorprese che quest’anno ho gradito di più: Jonny Beauchamp in “Stonewall” di Roland Emmerich (arriverà mai in Italia? Non ci sperate), che interpreta un personaggio a primo impatto caricaturale ma in fondo molto più umano di quanto si sia disposti a credere; Michael Stuhlbarg in due brillanti ruoli da non protagonista in “Steve Jobs” e “Trumbo” che mi hanno fatto innamorare completamente di lui, se non ci era riuscito già “A Serious Man”; e infine il film più vituperato dell’anno, “Cinquanta sfumature di grigio”: di questo film si può salvare molto più di quanto ci facessero prevedere i nostri pregiudizi, come ad esempio la chiacchieratissima e polemicissima scelta della protagonista Dakota Johnson che invece dà una interpretazione suadente quanto ironica e stabile e dignitosa anche nei momenti più bassi come la presenza del suo ignobile coprotagonista Jamie Dornan.

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MIGLIOR FILM

Nomination effettive:
“La grande scommessa”, “Il ponte delle spie”, “Brooklyn”, “Mad Max: Fury Road”, “Sopravvissuto – The Martian”, “Revenant – Redivivo”, “Room”, “Il caso Spotlight

Nomination alternative:
“Carol”, “The Danish Girl”, “The Hateful Eight”, “Sicario”, “Steve Jobs”, “L’ultima parola – La vera storia di Dalton Trumbo”, “Anomalisa”, “Youth – La giovinezza”, “The Look of Silence”, “Il figlio di Saul”;

“Beasts of No Nation”, “Sils Maria”, “The End of the Tour – Un viaggio con David Foster Wallace”, “James White”, “Il club” (“El club”), “La memoria dell’acqua” (“El botón de nácar”), “Macbeth”, “The Walk”, “Heart of the Sea – Le origini di Moby Dick”, “In Jackson Heights

Nel primo gruppo ci sono le alternative come miglior film fra quei film che almeno un’altra nomination l’hanno avuta. Nel secondo gruppo troviamo invece alcuni film completamente ignorati che di meriti per stare fra i migliori dieci dell’anno ne hanno molti.

Faccio prima a dire quali nominati effettivi potevano farsi da parte, che non a ribadire le lodi ai grandiosi film scandalosamente esclusi. Né “La grande scommessa”, né “Brooklyn”, nemmeno “Room”, né tantomeno quella pagliacciata di “The Martian”, hanno l’incisività di certi capolavori come “Carol”, “Sicario”, “The Hateful Eight”, “Beasts of No Nation”, “Anomalisa” per tacere di indipendenti, documentari e film stranieri. Non si può pretendere tutto, certo, ma stavolta più che in altre occasioni troppi posti sono andati sprecati.

LA CLASSIFICA

Divertiamoci adesso con la classifica dei più nominati fra i nostri esclusi:

4 “nomination”

  • The Hateful Eight
  • Youth – La giovinezza
  • James White

3 “nomination”

  • Carol
  • Steve Jobs
  • Anomalisa
  • Beasts of No Nation
  • The End of the Tour – In viaggio con David Foster Wallace
  • Revenant – Redivivo

2 “nomination”

  • L’ultima parola – La vera storia di Dalton Trumbo,
  • Macbeth
  • Earth of the Sea – Le origini di Moby Dick
  • The Lady in the Van
  • Il club (El club)
  • La memoria dell’acqua (El botón de nácar)
  • In Jackson Heights
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