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Oscar 2016 — Le 10 cose da sapere prima della cerimonia

Oscar 2016, ci siamo: domenica 28 febbraio (per noi italiani sarà la notte tra domenica e lunedì) al Dolby Theatre di Los Angeles verranno assegnati gli 88esimi Academy Awards.

Anche quest’anno vi proponiamo una guida dell’ultim’ora che riassume i punti di discussione più interessanti di questa awards season e tutte le cose da sapere per arrivare preparati alla premiazione (qui, per cominciare, trovate le nomination delle 24 categorie mentre il tag Oscar 2016 raccoglie tutte le nostre news e gli approfondimenti).

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Chi vota? Quando si vota? Come si vota?

I membri dell’Academy of Motion Picture Arts and Sciences (AMPAS) con diritto di voto sono attualmente 6.261. Il primo turno di voto, con sistema preferenziale, serve per definire le cinquine delle nomination (quest’anno il periodo utile andava dal 30 dicembre 2015 all’8 gennaio 2016) e in questa prima fase ogni giurato vota per la propria categoria di riferimento (gli attori votano per gli attori, i montatori per i montatori, e così via), mentre per alcune categorie, come quella del film d’animazione e del film in lingua straniera, vengono istituite delle apposite commissioni. Nella votazione finale (12 – 23 febbraio 2016) che determina i vincitori, i giurati esprimono invece un’unico voto per categoria, tranne per il miglior film dove invece i titoli in gara vanno di nuovo elencati in ordine di preferenza. Del conteggio dei voti si occupano gli incaricati della PricewaterhouseCoopers (un network che fornisce consulenze legali), gli unici a conoscere i nomi dei premiati prima che le preziose buste vengano aperte sul palco del Dolby Theatre.

In queste settimane si è discusso molto della questione Oscars So White: ci fate un riassunto?

La questione Oscars So White nasce dall’assenza, per il secondo anno consecutivo, di candidati non-bianchi particolarmente evidente nelle categorie principali (film, regia, attori). La discussione è stata così accesa (sono intervenuti, tra gli altri, Spike Lee e Jada Pinkett Smith) da spingere l’Academy verso un repentino cambio del regolamento (ne parliamo qui nel dettaglio) volto a favorire una maggiore diversità e inclusione, oltre a un ricambio generazionale più agile, tra i membri con diritto di voto. Un cambiamento necessario? Teniamo presente che, dei 6.261 membri dell’Academy citati sopra, al momento solo un quarto sono donne e appena un sesto persone non-bianche.

Riguardo alle candidature di Rooney Mara (“Carol”) e Alicia Vikander (“The Danish Girl”) si è parlato di «category fraud»: cosa vuol dire?

Con l’espressione «category fraud» si indica la situazione nella quale un attore, pur avendo interpretato un ruolo di rilievo nel film che l’Academy prende in considerazione, finisce per essere candidato non nella categoria dei leading ma in quella dei supporting. Quest’anno i due casi esemplari sono appunto quelli di Rooney Mara e Alicia Vikander, entrambe in gara come migliori attrici non protagoniste. La scelta non è una cattiveria dell’Academy (o almeno, non solo) ma è parte integrante della strategia promozionale messa in atto da produttori e distributori per i quali è prioritario piazzare più attori possibili nelle cinquine, siano esse quelle dei leading o quelle dei supporting. In parole povere: se per “Carol” propongo sia Cate Blanchett sia Rooney Mara come protagoniste, finiranno per danneggiarsi a vicenda, mentre se le separo ognuna potrà giocarsi la sua chance. Le indicazioni dei produttori non sono però vincolanti e i votanti dell’Academy possono scegliere liberamente in quale categoria collocare gli interpreti. In ogni caso, attori e attrici possono essere candidati solo in una categoria per una stessa interpretazione. Sembra ovvio, ma non era così nel 1945, quando Barry Fitzgerald fu candidato contemporaneamente come protagonista e non protagonista per lo stesso film, “La mia via” di Leo McCarey.

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Nel 2014 i candidati come miglior film erano nove, nel 2015 e quest’anno otto, mentre quelli di tutte le altre categorie sono sempre cinque: come funziona?

La categoria best picture non è più una cinquina dal 2009, quando l’AMPAS ha alzato il numero dei film candidabili a dieci. Un’ulteriore modifica del regolamento, nel 2011, ha stabilito che il loro numero può essere compreso tra cinque e dieci. Quest’anno la nomination come miglior film è andata appunto a otto titoli: “The Big Short – La grande scommessa” di Adam McKay, “Bridge of Spies – Il ponte delle spie” di Steven Spielberg, “Brooklyn” di John Crowley, “Mad Max: Fury Road” di George Miller, “The Martian – Sopravvissuto” di Ridley Scott, “The Revenant – Redivivo” di Alejandro González Iñárritu, “Room” di Lenny Abrahamson e “Spotlight” di Tom McCarthy. Il sistema dovrebbe servire ad ampliare le tipologie produttive (dalle major agli indipendenti) e i generi rappresentati nella categoria più importante degli Oscar, ma nella pratica non è sempre così: ne parlavamo già due anni fa.

Emma Donoghue è candidata nella categoria best adapted screenplay per aver adattato in sceneggiatura un romanzo scritto da lei stessa, “Room”: è una cosa frequente?

L’irlandese naturalizzata canadese Emma Donoghue sarebbe la prima donna a vincere un Oscar per aver curato personalmente l’adattamento di un suo romanzo, “Room” (ne parliamo qui). Ma i colleghi maschi che in passato si sono trovati nella stessa situazione, e hanno anche vinto, sono numerosi: ricordiamo ad esempio Peter Shaffer con “Amadeus” nel 1985 e John Iriving per “Le regole della casa del sidro” nel 2000.

Leonardo DiCaprio vincerà? 

Probabilmente sì: con Golden Globe, BAFTA e SAG già in tasca, quest’anno Leonardo DiCaprio, in gara con “The Revenant”, è decisamente il favorito nella sua categoria. L’attore è già stato candidato altre quattro volte (“Buon compleanno, Mr. Grape”, “The Aviator”, “Blood Diamond” e “The Wolf of Wall Street”), che sono relativamente poche per uno con la sua carriera: le sfortune di Leo cominciano ai tempi del “Titanic”, quando è praticamente l’unico essere umano della produzione a non ricevere una candidatura (il film ne ebbe ben quattordici vincendo poi undici statuette). Intanto, se volete aiutarlo, potete giocare con Red Carpet Rampage.

Chi vedremo sul palco oltre ai fortunati vincitori?

Il conduttore della cerimonia è Chris Rock, che aveva già ricoperto questo ruolo nel 2005. Poi saliranno sul palco i vari presenters, cioè coloro incaricati di introdurre le 24 categorie e consegnare materialmente le statuette ai vincitori: citiamo qui Patricia Arquette, Abraham Attah (il giovanissimo protagonista di “Beasts of No Nation” premiato alla Mostra di Venezia), Cate Blanchett (candidata per “Carol”), Emily Blunt, Louis C.K., Steve Carell, Russell Crowe. Benicio del Toro, Chris Evans, Tina Fey, Ryan Gosling, Michael B. Jordan, Lady Gaga (in gara con la canzone “Til It Happens to You” dal documentario “The Hunting Groud”), Whoopi Goldberg, Jared Leto, Rachel McAdams (in gara con “Spotlight”), Julianne Moore, Eddie Redmayne (“The Danish Girl”), Daisy Ridley (la Rey di “Star Wars: Il Risveglio della Forza”), Margot Robbie, Liev Schreiber, Andy Serkis (anche lui in “Star Wars”), Charlize Theron, Jacob Tremblay (il bambino protagonista di “Room”), Kerry Washington, Pharrell Williams, Reese Witherspoon.

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Le cinque canzoni candidate nella categoria best original song verranno eseguite dal vivo?

Purtroppo solo tre: si esibiranno Lady Gaga con la già citata “Til It Happens to You”, Sam Smith con “Writings on the Wall” da “Spectre” e The Weeknd con “Earned It” da “Cinquanta Sfumature di Grigio”. Restano fuori ANHONI con “Manta Ray” dal documentario “Racing Extintion” e la “Simple Song #3″ da “Youth – La giovinezza” di Paolo Sorrentino, composta David Lang e cantata nel film dal soprano Sumi Jo. Gli organizzatori della cerimonia dicono che la decisione dipende solo dai tempi ristretti imposti dallo show, ma ANHONI giustamente ci è rimasta male (e anche noi). In più, dal momento che ANHONI è transgender, la decisione ha ravvivato le polemiche sulla chiusura verso le diversità agli Oscar di quest’anno.

Dove sarà possibile vedere la cerimonia?

Come al solito su Sky Cinema Oscar HD e anche in chiaro su TV8 (canale 8 del digitale terrestre, è la ex MTV). La diretta dal red carpet partirà alle 23 di domenica sera ora italiana mentre l’inizio della premiazione vera e propria è previsto intorno alle 2.

Qual è l’hashtag ufficiale dell’evento?

L’hashtag ufficiale utilizzato dall’Academy è #Oscars, che quest’anno per la prima volta è anche un hashflag con emoji abbinato (suona incomprensibile? Guardate qui). In Italia però molti twittano con #Oscar2016, mentre Sky filtrerà ulteriormente i commenti con #SkyCinemaOscar.

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