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Oscar 2017: Guida ai cortometraggi – Live-Action

Cominciamo la carrellata dei cortometraggi candidati ai premi Oscar 2017 con la categoria dei film di finzione ripresi dal vivo (“live-action”, per gli amici). Coincidenza (tipica) vuole che siano tutti non americani.

Purtroppo non tutti sono immediatamente disponibili per la visione, ma lo saranno a partire dal 21 febbraio (pochi giorni prima delle premiazioni alla Notte degli Oscar, il 26-27) grazie a Shorts HD che, come tradizione, li renderà disponibili per l’acquisto o il noleggio su iTunes e altre piattaforme di video on demand.

Ecco il nostro commento (non spoiler) sui cinque cortometraggi live-action, in ordine di preferenza dal migliore in giú.

ENNEMIS INTÉRIEURS

di Sélim Azzazi (Francia, 28 min) (VOD)

ennemis

I temi dell’immigrazione e integrazione quest’anno agli Oscar saranno inevitabili, con buona pace del nuovo presidente degli Stati Uniti che al riguardo vorrebbe operare indisturbato. Li ritroveremo anche nella categoria dei migliori documentari, sia lungometraggi sia corti, in quella dei film stranieri e anche in qualcuna delle categorie principali.

Questo corto francese la prende alla lunga e rimanda addirittura agli attriti della guerra franco-algerina: al colloquio per la richiesta di cittadinanza, un uomo di origini algerine è messo alla berlina da un giovane funzionario che, per zelo o per pregiudizio, gli chiede conto delle sue frequentazioni nella moschea locale.

Ventotto minuti densi di botta e risposta seduti a una scrivania (anzi due: prima alla scrivania per la cittadinanza; poi ci si sposta per l’interrogatorio) dove la pazienza e il senso del dovere cedono presto il passo alla paura e al ricatto. Domande che non sono innocue anche se sono legittime, e risposte che non sono sufficienti quando non sarebbero nemmeno dovute. Uno spunto di riflessione di importanza cruciale alle soglie delle elezioni presidenziali francesi a rischio xenofobia, e di uguale rilevanza agli Oscar nell’America di Trump.

 

TIMECODE

di Juanjo Giménez Peña (Spagna, 15 min) (trailer)

timecode

Breve commedia surreale che, con toni pacati e quasi senza dialoghi, mostra due apatiche guardie di un parcheggio darsi il cambio in guardiola ma danzare insieme, seppure “a distanza”: lasciano incise le loro coreografie nelle registrazioni delle telecamere di sorveglianza, indicando in un post-it l’ora, il minuto e il secondo (il timecode) in cui poter ritrovare la registrazione.

Idea originale e spiritosa che rimarrebbe sterile se non fosse per la perfetta battuta di chiusura.

SING (MINDENKI)

di Kristóf Deák (Ungheria, 25 min) (trailer)

sing

Il coro della nuova scuola della piccola Zsofi è fra i migliori d’Europa, e è un grande onore per lei poterne far parte. Ma la direttrice del coro, all’apparenza bonaria, è la custode del poco pedagogico segreto del loro successo. Zsofi e le sue amiche decidono di sconfessarlo in maniera clamorosa proprio alle finali competitive in Svezia.

Un “L’attimo fuggente” in nuce, dove il nemico è l’insegnante e l’anticonformismo è un vero atto di coraggio anarchico e di espressione artistica, da parte di bambine e bambini di dieci anni o poco meno. Basato su una storia vera, peraltro.

LA FEMME ET LE TGV

di Timo von Gunten (Svizzera, 30 min) (trailer)

tgv

Una donna alle soglie della terza età e della solitudine cronica mantiene l’entusiasmo solo per la tradizione di salutare dalla finestra il treno TGV (alta velocità) che ancora attraversa il villaggio svizzero in cui vive. Un giorno il macchinista del TGV, che da qualche tempo si è accorto dell’eccentrica donna, comincia a lanciarle messaggi e regali dalla finestra. È l’inizio di una storia d’amore? Di punto in bianco il percorso del treno viene definitivamente deviato per servire la piú centrale Zurigo, ma la donna non si arrende.

Agrodolce spaccato di vita rurale che deve accontentarsi dell’interpretazione stucchevole e costruita della protagonista ma salvato dalla destrezza del montaggio che scandisce la routine in maniera quasi musicale, salvandolo dalla ripetitività.

SILENT NIGHTS

di Aske Bang (Danimarca, 30’) (trailer)

silent-nights

Un giovane immigrato ghanese incontra molte difficoltà a sopravvivere in Danimarca. In un locale di accoglienza gestito da volontari conosce e si innamora di una ragazza. La disperazione lo porterà però anche a tradire piú di una volta la sua fiducia, a rivedere la sua decisione di rimanere in Europa.

Tipica storia di integrazione raccontata come storia romantica: talmente tipica, astratta, che forse non è mai successa davvero a nessuno. Un melodramma condensato in mezzora, dei melodrammi mantiene solo il peggio.

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