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Oscar Mania: Fincher, Cronenberg e Polanski, gli outsiders

Dopo leoni e sovrani è il turno degli outsiders e dei “maledetti”. Cominciamo con David Fincher che, dopo aver conquistato nuove legioni di fans e il plauso della critica con “The Social Network“, torna a dicembre con l‘instant remakeThe Girl With The Dragon Tattoo“. Il trailer mozzafiato è già in rete da un paio di mesi. Vedremo se Rooney Mara riuscirà a far cancellare il ricordo di Noomi Rapace nello star-making role di Lisbeth Salander, ma l’impressione è che il film sia troppo dark, violento ed angosciante per i gusti dell’Academy.

Meglio un disaster movie all-star? Ecco che il furbissimo, scafatissimo Steven Soderbergh ci serve la ricetta di “Contagion” (uscita americana prevista per settembre) con Kate Winslet, Matt Damon, Jude Law, Gwyneth Paltrow, Marion Cotillard e Laurence Fishburne a fronteggiare la diffusione di un’epidemia mortale. L’esagerata parata di star lascia perplessi, ma Soderbergh sa il fatto suo: speriamo che il coté glamour non diluisca il potenziale drammatico e metaforico della storia.

Dopo i successi di “Juno” e “Tra le nuvole”, tutti attendono al varco Jason Reitman con il suo “Young Adult“, interpretato dall’inedita coppia Charlize Theron e Patrick Wilson e scritto dalla sempre quotata Diablo Cody. Ancora più interessante sulla carta è la trasposizione del classico beatnik “On the Road” di Kerouac, prodotta da Coppola e diretta dal brasiliano Walter Salles, starring Sam Riley, Viggo Mortensen, Kirsten Dunst, Kristen Stewart e Amy Adams. E dopo il bellissimo ma poco apprezzato “Elizabethtown”, Cameron Crowe potrebbe far di nuovo innamorare la critica con “We Bought A Zoo“, con Matt Damon e Scarlett Johansson, sulla storia vera di una famiglia che acquista una zoo per salvarlo dalla distruzione.

Riflettori puntati anche su “Rampart“, poliziesco che riunisce Woody Harrelson e il regista-sceneggiatore Oren Moverman due anni dopo l‘indie “The Messanger – Oltre le regole”, ingiustamente passato inosservato in Italia. Le voci di corridoio parlano di una grande performance dell’attore americano, ma il film potrebbe slittare al 2012.

Per gli amanti del cinema d’autore, quello crudele e lacerante, quello che fa male e mette in moto il cervello, i titoli imperdibili sono due: “Carnage” di Roman Polanski e “A Dangerous Method” di David Cronenberg. Reduce dal successo di “The Ghost Writer”, indubbiamente uno dei film più belli del 2010, Polanski adatta per lo schermo la velenosa, acuminata pièce “God Of Carnage” di Yasmina Reza già vincitrice di tre Tony Awards nel 2009 (come miglior opera originale, miglior regia e miglior attrice). In quella che comincia come una comedy of manners per finire in un gioco al massacro fatto di perfida ironia e scoperte ipocrisie, due coppie di genitori interpretati da Jodie Foster, John C.Reilly, Kate Winslet e Christoph Waltz si incontrano a cena per discutere della lite scoppiata a scuola tra i loro figli. La Foster riprende il ruolo che è valso un Tony a Marcia Gay Harden ed ha l’occasione per dimostrare al mondo intero di essere ancora una delle migliori: riuscirà ad unire la sua proverbiale intensità drammatica alle doti di affilata commediante richieste dal testo?

Cronenberg si avvale invece dello sceneggiatore Christopher Hampton e del suo attore feticcio Viggo Mortensen per un pericoloso viaggio agli albori della psicanalisi. “A Dangerous Method” traccia il rapporto tra Carl Jung, interpretato da un Michael Fassbender in odor di nomination, e Sigmund Freud (Mortensen). Chiunque abbia visto il trailer ha tremato di fronte alla confezione leccata e all’overacting di Keira Knightley, scalmanata nel ruolo della paziente psicotica. Ma Fassbender e Mortensen sono due attori magnifici e confidiamo nello sguardo disturbante e non allineato di Cronenberg, autore da sempre fuori dal Sistema.

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