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Oscar Mania: Scontro di signore con Meryl e Glenn

Ricapitolando: le nostre previsioni come miglior attore 2011 vedono in testa Leonardo DiCaprio, George Clooney e Ryan Gosling, seguiti da Jean Dujardin, Michael Fassbender, Sean Penn e Woody Harrelson. E le signore? Abbiamo già parlato di Jodie Foster, Tilda Swinton e Kirsten Dunst. Ma le vere frontrunners saranno l’immarcescibile Meryl Streep, la sua eterna “rivale” Glenn Close e l’attrice drammatica più hot del momento, Michelle Williams.

La sfida tra la Streep e la Close ci riporta indietro negli anni ’80 quando i loro nomi dominavano ogni cerimonia degli Oscar e si preannuncia incendiaria. In entrambi i casi a contare saranno le carriere più delle performance. Se la stella di Meryl al cinema da “Il Diavolo Veste Prada” in poi è più splendente che mai, Glenn è pressoché sparita dal grande schermo ma ha collezionato tutti i riconoscimenti possibili in tv e teatro. Quest’anno Nostra Signora delle Nomination arriverà a quota diciassette per la sua interpretazione di Margaret Thatcher in “The Iron Lady” di Phyllida Lloyd. I Weinstein monteranno una campagna pubblicitaria che difficilmente lascerà spazio alle altre contendenti. L’unico dubbio è la regia della Lloyd, ma il fattore biopic unito allo stretching mimetico di cui la Streep è maestra è una carta sicura per piegare l’Academy, e se critica e pubblico apprezzano, per Meryl è fatta: dopo 20 anni e 12 candidature a vuoto, potrebbe finalmente stringere il suo terzo Oscar.

Ma è più meritevole la Streep di un terzo Oscar o la Close che non ne ha mai vinto uno nonostante cinque nomination? L’occasione arriva con “Albert Nobbs“, da lei prodotto e co-sceneggiato, e diretto dal Rodrigo Garcia di “Le Cose Che So Di Lei”. La storia, già portata in scena dalla Close a Broadway nel 1982, è quella di un donna che nell’Irlanda di fine Ottocento si traveste da uomo per lavorare come maggiordomo. Il ruolo cross-dresser sembra perfetto per la star: la trasformazione fisica, unita ad un possibile discorso sulla sessualità del personaggio, potrebbe accendere l’entusiasmo dell’Academy.

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E se tra le due veterane a spuntarla fosse Michelle Williams? Nello splendido western femminista “Meek’s Cutoff” la Williams domina la scena con una presenza solida e dolente ed un magnetismo silenzioso ma fiammeggiante che le è valso la definizione di “Tilda Swinton d’America”. Quest’autunno è protagonista di “Take This Waltz” di Sarah Polley, regista che ha già portato Julie Christie ad un passo dall’Oscar per “Lontano Da Lei”, e dell’attesissimo biopic “My Week With Marylin” in cui è chiamata a far ricredere chiunque avrebbe voluto vedere Scarlett Johansson nel ruolo della Monroe. Fisicamente la Williams non sembra il casting ideale e poco sappiamo delle sue capacità mimetiche, ma il senso di vulnerabilità e disarmante fragilità di cui è capace potrebbe essere la chiave giusta per afferrare il personaggio.

Un’altra probabile candidata è Rachel Weisz: il thriller “The Whistleblower“, in uscita ad agosto e tratto dalla storia vera di un agente in missione di pace nella Bosnia post-bellica, sembra il veicolo giusto per riportare l’attrice inglese in zona Oscar ed il ruolo dell’eroina-sola-contro-tutti è di quelli che vanno solitamente a segno. Restando in campo di tematiche sociali cosa c’è di meglio per sciogliere i cuori dell’Academy di un film sulla solidarietà femminile che vince le differenze razziali e culturali? “The Help” vede protagonista Emma Stone affiancata da un cast all black in cui spicca la bravissima Viola Davis.

La sorpresa indie dell’anno potrebbe invece essere il thriller “Martha Marcy May Marlene” con Elisabeth Olsen a ricoprire lo spot mediatico dell’astro nascente occupato nel 2010 da Jennifer Lawrence. Almeno fino a dicembre, quando il ciclone Rooney Mara nel ruolo di Lisbeth Salander lascerà probabilmente poco spazio a tutte le altre attrici emergenti. Ma attenzione: a scompigliare le carte a fine anno potrebbe arrivare “The Danish Girl“, con una ritrovata Nicole Kidman nei panni del primo transessuale della storia…

Chiudiamo questa carrellata con la signora dello spettacolo per eccellenza, Madonna, decisa a conquistarsi un posto nella notte degli Oscar come regista con il suo W.E sulla storia dell’amore scandaloso tra re Edoardo VIII (James D’Arcy) e l’americana Wallis Simpson (Andrea Riseborugh), vista attraverso gli occhi di una donna contemporanea (Abbie Cornish). I Weinstein hanno acquistato i diritti americani della pellicola e sappiamo bene che se i Weinstein mettono mano al portafoglio è perché vedono scintillare in lontananza il vecchio zio Oscar.

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