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Oscar Mania: Vecchi leoni e il ritorno di Re George

Proseguiamo con le preview della stagione e i pronostici degli Oscar scorrendo i titoli che nessuno ha ancora visto e su cui gli uffici stampa stanno costruendo diaboliche strategie di marketing per montare l’attesa, centellinando foto, teaser e trailer con raffinata furbizia.

A partire dall’autunno sono pronti a sfoderare i loro artigli i vecchi leoni del cinema americano Martin Scorsese, Clint Eastwood e Steven Spielberg. Dopo il trionfo televisivo di “Boardwalk Empire”, Scorsese si cimenta per la prima volta col 3D e non faticherà a sorprenderci con il fantastico “Hugo“, film d’avventura tratto dal romanzo di Brian Selznick “The Invention of Hugo Cabret” con Ben Kinglsey nel ruolo di George Meliés, Jude Law e Sacha Baron Cohen. Il soggetto non sembra “da Oscar” ma la capacità immaginifica di Scorsese è ineguagliabile e siamo pronti a farci travolgere.

Su un terreno molto più Oscar-friendly si muove Clint Eastwood con “J. Edgar“, biopic su J. Edgar Hoover, direttore FBI e velato omosessuale. L’Academy adora i biopic e gli attori straight che interpretano ruoli gay, in questo caso Leonardo DiCaprio per cui potrebbero finalmente schiudersi le porte dell’Oscar. Ultimamente Eastwood sembra aver perso i favori dell’Academy, ma il suo culto cresce di film in film e DiCaprio è da tempo meritevole di tutti i premi del mondo.
Quanto a Spielberg, il suo “War Horse“, ambientato durante la Prima Guerra Mondiale e tratto da un racconto per bambini già adattato con successo a Broadway, racconta il viaggio di un cavallo per ricongiungersi al suo giovane padrone. Amicizia, avventura, epica ed infanzia con David Thewlis ed Emily Watson: Spielberg torna ai suoi temi preferiti e potrebbe riconquistare il trono di Hollywood. Prepariamo i fazzoletti e scommettiamo sulle candidature per film e regia.

Il 2011 dovrebbe inoltre segnare il grande ritorno di King George Clooney dopo un annata non proprio esaltante. La star è protagonista della commedia “The Descendants” di Alexander Payne, di nuovo dietro la macchina da presa sette anni dopo il bellissimo “Sideways”. Il ruolo è quello di un padre in crisi economica, psicologica e sentimentale, che cerca di instaurare un nuovo legame con le figlie. Clooney che fa Clooney in versione dimessa, dolente e disarmata? Se Payne trova il giusto mix di commedia e dramma, le nomination come miglior film, attore e script sono assicurate. Grande attesa anche per il suo terzo film da regista, il dramma politico “The Ides Of March“, in predicato per la Mostra di Venezia. Clooney ha assemblato un cast da sogno: Ryan Gosling, Philip Seymour Hoffmann, Paul Giamatti, Marisa Tomei e Evan Rachel Wood. Dopo “Blue Valentine” l’ascesa di Gosling è inarrestabile: il 2011 lo vede protagonista della commedia “Crazy, Stupid, Love” e dell’action cult “Drive”, vincitore della Palma d’oro a Cannes per la miglior regia. Ma è col film di Clooney che potrebbe finalmente ottenere la seconda nomination cinque anni dopo “Half Nelson”.

Infine è appena uscita la commedia “Larry Crowne” che punta a rinverdire il successo recentemente appannato di Julia Roberts e Tom Hanks, qui nella triplice veste di regista, attore e sceneggiatore, ma le prime recensioni sono sconfortanti. Hanks potrebbe rifarsi a dicembre come protagonista di “Extremely Loud And Incredibly Close”, l’ultimo lavoro di Stephen Daldry, con Sandra Bullock, James Gandolfini e Viola Davis, ma il film potrebbe non essere pronto per la fine dell’anno. Daldry ha una mano magica con gli Oscar: tutti suoi film, da “Billy Elliott” a “The Reader” passando per “The Hours”, hanno fatto incetta di nomination ed anche questo potrebbe non essere da meno.

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