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  • Ossimoro: Corvi Nel Cielo Spento

    Ossimoro

    Data di uscita: 01-01-2009

    Loudvision:
    Lettori:

La tetra presenza degli psicopompi

Interessanti questi capitolini Ossimoro, dediti ad un robusto sound post-grunge non privo però di altri numerosi spunti stilistici.
Il presente cd autoprodotto “Corvi A Cielo Spento” rappresenta la terza pubblicazione del gruppo romano ed i 9 brani in esso presenti emanano una certa sicurezza nei propri mezzi, unita ad una vena malinconica piena di disagio ed amarezza, ben descritte da testi in italiano all’altezza della situazione.

Un canto tribale pellerossa introduce “Idoli Di Paglia”, il primo pezzo del cd, cadenzato e godibilmente sofferto.
Il punto di riferimento immediatamente riconoscibile sia nel roboante sound chitarristico di Federico Venditti, sia nelle alienate linee vocali sono gli Alice In Chains, band portavoce di quello stato mentale di degrado che era alla base del movimento grunge, il quale ha finito per fare di personaggi come Kurt Cobain e il cantante degli Alice stessi, Layne Staley, le proprie perfette vittime iconografiche.
Sorprendentemente la voce di Francesco Fornara nel corso del lavoro palesa una gradita quanto inaspettata somiglianza stilistica e timbrica con il grande Gianni Leone, cantante del Balletto Di Bronzo nel seminale capolavoro “YS” del 1972, altro lavoro in cui l’alienazione umana era perno tematico fondamentale.

Da segnalare inoltre “Immaginazione”, la ballad “La Nona Porta”, (in cui gli Alice In Chains fanno ancora sentire prepotentemente la propria influenza), la doomeggiante “La Città Dorme” dal cantato efficace nel trasmettere sensazioni inquietanti e “I Miei Eroi”, che presenta un riffing molto duro e per certi versi vicino a certi episodi dei Black Label Society. In conclusione del cd “Schiavi Del 21smo Secolo”, brano che ricorda vagamente i toscani Litfiba del periodo “Terremoto” e “Spirito”, pur mantenendo un sound molto roccioso con un drumming molto incisivo.
Qualche miglioramento generale è ancora auspicabile, ma il sound c’è, l’identità pure, basta che qualche etichetta si faccia avanti…

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