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  • Ossimoro: Deus

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It’s only stoner rock… and I like it!

In realtà più stoned che stoner, nel senso letterale del termine, date le atmosfere dark e allucinate della band romana, arrivata con “Deus” al secondo album.

Gli Ossimoro s’iscrivono nel solco della tradizione post-grunge con echi thrash metal classico e death melodico, territorio finora poco esplorato dal panorama metal nazionale. E lo fanno con eleganza, creatività e la giusta dose di rabbia: testi inquietanti, amari e disincantati che provengono (in italiano) da una voce che ricorda i primi Timoria e i defunti Wireds; chitarre ossessive e batteria a tratti malata come quella dei Cathedral.

Gli Ossimoro mescolano i ritmi dell’eredità post-grunge di Alice in Chains e Soundgarden (“Il Sole A Mezzanotte”) con le sonorità dei Metallica ultima maniera e dei Black Sabbath di Ozzy (“Ceneri”, “Il Culto”).

Bravi! È raro trovare una band che canti in italiano ma che riesca a inserirsi nella tradizione metal/grunge/stoner, che da noi è praticamente assente, e che abbia una liquidità, una scioltezza e una maestria tale da competere con i grandi nomi della scena.

Sono riusciti a creare un sound che, pur prendendo spunto dal defunto grunge, acquista autorità dai classici del rock e strizza l’occhio al panorama stoner inglese. Così non si dovrà ricomprare il cd dei Lacuna Coil, consumato a forza di ascoltarlo!

Pro

Contro

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