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Ottodix: il nuovo disco Micromega brano per brano

 

Si intitola “Micromega” questo nuovo viaggio di entropia digitale che ci propone l’artista visionario Ottodix. E proprio da una sua recente opera che attinge l’immagine di copertina. Un disco che si tiene sospeso tra la quotidianità e una sua rappresentazione esterna da noi stessi, come fossimo osservatori estranei ai fatti, in eterno viaggio dal MICRO al MACRO. Il passaggio nel terreno è una tappa obbligatoria come fosse una terra di mezzo, di tutti e di nessuno, da qui i richiami evidenti ai social network e alle strutture umane di uso comune. Ma poi c’è tanto altro in questo lavoro che vi invitiamo a scoprire con molta attenzione. Di sicuro non è una scrittura “popolare” quella di Ottodix ma neanche un esperimento filosofico e letterario di pretese inarrivabili…anzi…come sempre LoudVision vi racconta i dischi che incontra e lascia che sia l’autore in prima persona a presentarcelo, brano per brano. In rete i due video ufficiali.

CERN


Partendo dall’”uno infinitesimale” e dalla teoria delle stringhe, le ricerche del CERN di Ginevra sulla “particella di Dio” diventano ispirazione per sognare una dimostrazione dell’uguaglianza tra gli uomini e le cose, tutte fatte con gli stessi identici moduli che compongono l’universo. Una canzone sulla natura fisica dell’uguaglianza.

Elettricità


Il livello di grandezza superiore, quello degli atomi e degli elettroni, parla di energia, di conduttori e di trasmissione dell’alta tensione. Quella sociale, umana attuale, però, più che quella delle particelle. L’odio latente è l’energia che scorre pericolosa tra la gente, tra false informazioni e paure pilotate ad arte. L’elettricità è nell’aria e solo “chi non vuole sentire, non sente”.

La Risonanza


Il livello superiore comprende tutti gli organismi viventi organizzati in banchi, colonie, sciami e perfino branchi. Dai microbi, ai pesci agli uccelli, i multipli di un soggetto simile si organizzano istintivamente, senza un leader, muovendosi nella direzione più efficace per il collettivo, non per il singolo, rispondendo perfettamente alle leggi della fisica quantistica della “risonanza”. L’unico essere che non lo fa in natura è l’uomo, che ha inventato la competizione. Viene citato il celebre esperimento di fisica in cui tanti metronomi a diverse velocità, messi vicini su un piano mobile, troveranno da soli una perfetta sincronia in poco
tempo.

Il Mondo Delle Cose


Si passa al mondo degli oggetti e delle cose anche inutili o sorpassate di cui si circonda l’uomo. Le nostre soffitte, i magazzini dei ricordi, perfino quelli digitali, che intasano inutilmente i nostri backup. “C’è bisogno di cose da perdere”, per andare avanti con un bagaglio leggero, fatto di scelte.

Cover OttodixMicromega Boy


Ē la dimensione centrale di Micromega; quella dell’uomo. L’uomo-ragazzo attuale, eterno giovane, che vive a metà tra realtà analogica e vita nei social, che perde di vista il suo collocamento negli ordini di grandezza del cosmo, dall’infinitamente piccolo all’infinitamente grande. Un eterno ragazzo in cerca di “like”, di approvazione, di sicurezze che non ha, scollegato dalla realtà.

Planisfera

Passando al successivo livello le grandezze si moltiplicano e il “punto di vista” qui è il centro del discorso.
la terra, i corpi, i pianeti, i movimenti in natura sono tutti circolari, ellittici o sferici. Un ragionamento sull’inutilità di difendere il passato, dato che la natura è instabile per sua definizione e tutta in divenire. Siamo in una sfera che va attorno al sole, mentre gira su sé stessa, quindi è stupido difendere l’immobilità. E per avere un punto di vista più ampio di un problema, bisogna guardare la terra da fuori, dato che i punti di vista sulla superficie di una sfera sono tutti diversi, ma tutti della stessa importanza. “E’ sorvolando che comprendi la regia”

Zodiacantus


Si viaggia verso l’infinito, passando per le grandezze immense del sistema solare, parlando di simbologie e superstizione astrologica, più che di verità astronomica, e sulla tentazione della gente di credere alle favole, per non voler guardare in faccia la realtà delle cose, attribuendo simboli arcani a corpi celesti pianeti lontani.

Sinfonia Di Una Galassia


Uno dei brani che meglio spiegano la solitudine cosmica dell’uomo. Stiamo parlando di una galassia, con milioni di sistemi solari, o stiamo parlando di un uomo perduto nella grande metropoli? Una riflessione sulla vanità dell’ego al cospetto dell’infinitamente grande. Il voler brillare e farsi notare in mezzo a un mare di stelle, come chi sogna la fama nella vecchia, immensa e spietata New York.

Multiverso


Il brano più astratto che chiude il viaggio, ispirandosi alle teorie del multiverso, dove sistemi di universi convivono in un “bulk”, incastrati uno nell’altro in un mondo fino a 11 dimensioni, delle quali noi non possiamo percepire la presenza, ma solo l’istinto di qualcosa che esiste, un aldilà. Oltre i limiti del cosmo, che a sua volta è solo una bolla tra miliardi di bolle. Tutto questo spiegabile con la stessa teoria alla base del primo brano. L’album si chiude infatti, dopo una cavalcata lisergica ultradimensionale, con lo stesso piccolo suono udibile nel primo brano, per suggerire una circolarità tra micro e macro cosmo, in cui siamo perduti.

 

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