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Ottodix: il nuovo album Chimera brano per brano

Alessandro Zannier, voce degli Ottodix, descrive così il nuovo progetto dal titolo “Chimera“: “Chimera è oscuro, complesso, sarcastico, scorrevole ma sfuggente, pieno di cassetti segreti, nella sua moltitudine di allusioni, architetture utopistiche, citazioni e rimandi quasi massoni“.

Il nuovo album degli Ottodix è uscito lo scorso 10 novembre su etichetta Discipline Records, ed è il quinto album in studio della band. Il concept su cui si fonda il nuovo progetto, misto di elettronica, pop orchestrale e sperimentazione, è la fine delle utopie e delle ideologie del XX secolo.

Gli Ottodix sono: Alessandro Zannier, Mauro Dix Francheschini e Antonio Massari.

 

Qui la descrizione di “Chimera”, brano per brano

1 – Ucronìa

Ucronìa in greco significa letteralmente “nessun tempo”, per analogia con utopia che significa “nessun luogo”. Indica la narrazione di quel che sarebbe potuto succedere se un preciso avvenimento storico fosse andato diversamente. Dopo una crisi, una catastrofe, in un altro luogo della storia gli uomini stanno alzando all’unisono tutte le braccia facendo sorgere nuovi cantieri e iniziano la ricostruzione dopo l’Apocalisse. Un’utopia? Forse un augurio.

2 – Apocalisse

“No, non esiste l’Apocalisse”. Così brano critica l’atteggiamento irrazionale e catastrofista della gente nei momenti di crisi, la tendenza facile a imbracciare le forche, bruciare i libri e lasciarsi trasportare dalla furia cieca, spesso senza ammettere la propria corresponsabilità, se non altro per avere dormito fino all’ultimo minuto. Tutti in fondo bramano l’arrivo di uno stato di “default”, più comodo, in cui i debiti vengano azzerati e le responsabilità cancellate dagli archivi, per lavare la coscienza e senza pagare.

3 – Post

Siamo avvitati in un loop in cui la storia sembra non inventare più nulla di nuovo, né riguardo ai grandi avvenimenti, né per le piccole cose quotidiane. In un periodo di vuoto proliferano le tendenze che rispolverano solo il passato, spacciandolo per nuovo con l’aggiunta di una piccola parola: POST. “Post-Human, Post Punk, Post-Modern, Post, without the past”. Per darci una arvenza di appartenenza, di personalità. Tutto sembra dire che siamo “post”, ma in realtà siamo sempre al punto di partenza.

4 – Chimere In Avvicinamento (strumentale)

Un brano che idealmente, come in un soundtrack, preannuncia il ritorno dei mostri, delle vecchie Chimere, creature dure a morire come le vecchie ideologie novecentesche, che circondano la fortezza in cui ci siamo arroccati.

5 – L’Ultima Chiesa

Una delle poche utopie sopravvissute e ancora da perseguire è quella dell’amore che dura tutta la vita. In un mondo di rapporti sempre più brevi tra persone, l’auspicio non è più quello di trovae una persona perfetta, ma di conservarla al proprio fianco fino alla fine, finché non diventerà l’ultima chiesa in cui andremo a pregare, quando saremo vicini allafine.

6 – Mulini a Vento

Un inno ai sognatori, agli utopisti, ai folli, ai bambini e ai visionari, perseguitati da sempre nella storia, perché unici in grado di scardinare e distruggere le vecchie utopie, divenute via via pensiero corrente e di massa. I visionari sono gli unici in grado di distruggere il vecchio, intravedendo il nuovo. Per questo vengono cacciati.

7 – Golconda (strumentale)

Un altro momento di soundtrack dedicato alla città surreale di Golconda, arroccata sulle sue superstizioni e sui suoi vecchi convincimenti, mentre fuori il tempo scorre veloce.

8 – King Kong

E’ la furia dell’uomo qualunque ingannata per anni, sfruttata e presa in giro dal sistema La furia primordiale da non risvegliare. La scimmia che abbiamo dentro, in grado di distruggere qualunque catena, capace di arrampicarsi nei grattacielo della Borsa di Wall Street e di distruggere per rabbia ogni volo aereo, anche positivo, dell’uomo moderno.

9 – Chimera Meccanica a Vapore

Chimera è la creatura mitologica dal corpo di leone, dalla seconda testa di capro e dalla coda di serpente o di drago. E rappresenta l’utopia.

E’ il grade mostro del ‘900, una creatura gigante a più teste intrisa di vecchie ideologie, che si trascina nelle nostre città andando a caccia di visionari per divorarli ed espellerli dal sistema. Il suo ventre molle è una babele di utopie fallite, dal mito dell’energia atomica pulita, alla conquista spaziale, agli orrori del nazismo, fino alla guerra fredda, biologica e meccanica,

10 – Gli Archivi Di Tesla (strumentale)

Un viaggio immaginario nell’ antro dello scienziato utopista per eccellenza, morto con molte intuizioni rimaste inascoltate e tanti misteri irrisolti.

11 – Napoleone

E’ l’icona del visionario che combatte per una sua visione del mondo, giusta o sbagliata che sia, utilizzando tutta l’arte della guerra per conquistare un amore impossibile, destinato a non consumarsi mai. E la lotta lo tiene in vita e lo fa rialzare dopo ogni sconfitta.

12 – Arpìa

Le Arpìe sono ovunque, come parassiti alati che ci volano sopra la testa e mangiano alle nostre spalle e sulla nostra pelle.

Sono le persone che ci sfruttano e che vivono all’ombra degli altri, tra invidia e opportunismo, passando da un corpo all’altro quando non ci sarà più nulla da depredare.

13 – Stormi Di Uomini Volanti (strumentale)

Un momento di soundtrack in cui viene descritto il tentativo di volo, di immaginazione e di innalzamento fatto dagli abitanti di Golconda per cercare di volare oltre le mura del proprio presente.

14 – Fine Del Futuro

La corsa “a cento all’ora contro il muro della fine del futuro” del nostro tempo, ha l’aspetto di un ciclista lanciato a folle velocità in discesa e sorridente. “Al primo istante, godi la sorpresa, di quanto è facile correre in discesa”. Fino all’impatto finale con la realtà.

15 – Le Città Immaginarie

E’ il non luogo della mente in cui, in sogno o con l’immaginazione torniamo ogni tanto. Dove possiamo trovare persone scomparse, amori perduti e strade non percorse, che ci si parano davanti dandoci un’altra chance. Città metafisiche in cui gli edifici sono un miscuglio di luoghi vissuti e che architetti come Boullée hanno visitato per poi donarci i loro capolavori di architettura immaginaria, nel secolo dell’illuminismo, dove ragione e sentimento potranno finalmente convivere. Una nuova utopia per il XXI secolo.

 

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