Home > Recensioni > Ouija

Ouija” di  Stiles White è una ghost-story. La sinossi è semplice: alcuni studenti statunitensi vengono scossi dal presunto suicidio di una loro amica, che spesso cercava contatto con gli spiriti.

Quanti hanno provato a fare sedute spiritiche? Penso tanti, magari dopo qualche festa di 18 anni. Ma credo che in pochi conoscano Ouija, il gioco della Hasbro realmente esistente che ha ispirato il film. Formato da una tavoletta sulla quale sono impressi numeri e lettere, e da un indicatore mobile, è usato dai protagonisti per invocare le presenze dell’aldilà e ottenere risposte.

L’ambientazione studentesca, gli stessi ragazzi e il gioco che si rivelerà letale, fanno venire subito alla mente certi teen-movie, di genere (pseudo)horror, tanto in voga negli anni 80 e 90. Ma a parte rari esempi come “Scream”, sono film da dimenticare in fretta ed ero anche convinto che fosse un genere morto. Questo “Ouija” in realtà non aggiunge nulla di nuovo, e anzi riprende molti difetti e luoghi comuni di quei vecchi lavori. Ma non siamo più negli anni 80! Gli attori — Olivia Cooke, Daren Kagasoff, Douglas SmithBianca Santos — che vengono quasi tutti da serial televisivi e film minori, sono poco credibili e non aiutano.

Storia banale e scontata, che forse avrebbe avuto un senso se fosse stata realizzata trent’anni fa. A tutto ciò si aggiungono gli evidenti buchi nella sceneggiatura e le scene che dovrebbero far paura, risultano talmente ‘telefonate’ da sfiorare il ridicolo. Da evitare come i peggiori cinepanettoni!

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Contro

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