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    Outloud

    Data di uscita: 28-08-2009

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Come una Red Bull in agosto

Gli incroci sono pezzi di strada come gli altri, non migliori degli altri, ma che hanno il merito di creare un’alternativa. I Bon Jovi hanno avuto questa capacità, insieme agli Europe: di avvicinare all’heavy metal frange di ascoltatori più moderati, ampliando la linea mediana dei rockers. Poi, se guardiamo bene, come loro ce n’erano già tanti, un po’ più spinti e duri, ma comunque tanti.

Gli Outloud ci riportano a queste stesse considerazioni fatte sul finire degli anni ’80. Loro non inventano nulla: suonano un hard rock melodico secondo la filosofia dei bei tempi, alla Rainbow ed al modo dei compagni di Sambora. Ma lo fanno con un garbo e un’inventiva tale da rendersi amabili anche ai neofiti. Immediatezza, solarità, emotività: sono i tre assi cartesiani centrati dalla Frontiers con questa nuova proposta.

Del resto, che ci sta a fare, in coverart, la scritta “We’ll rock you to hell and back again”, quando il titolo dell’album è semplicemente “Outloud”? Ve lo diciamo noi: è il manifesto della band. Che suona come un inno giovanile, una rinascita di quel rock romantico e impulsivo, viscerale e, a volte, senza senso. Ma vivo ed energico, come una Red Bull sotto il sole d’agosto.

A noi il debutto degli Outloud è garbato. Ci rendiamo conto che non possiamo, a supporto di questo giudizio, spendere lunghi elogi sulle doti stilistiche e tecniche. Perché gli Outloud non ci danno nulla di ciò, ma ci piacciono per quel che sono e per il riflesso che hanno su di noi: divertimento semplice!

Proprio come la Red Bull di prima. Se chiedete ad un tecnico dell’alimentazione, vi dirà che è tutta una questione psicologica, che le dosi di taurina sono troppo basse e che la caffeina non è superiore a quella di un normale caffè. E così gli Outloud ci danno l’impressione di essere un fenomeno psicologico, un’illusione: la varietà del loro contenuto è limitata solo dalla fantasia di chi ascolta. Ci divertiamo, ce li spariamo nelle orecchie al massimo volume, sorridiamo come teens, e poi ce li dimentichiamo.

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