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Indie-pop italiano molto poco italiano

Recentemente mi è capitato di recensire i New Up, valida formazione indie statunitense. Ora mi ritrovo tra le mani il bel disco di una giovane band bresciana, tali Ovlov, molto simili agli appena citati New Up. Sono cambiati abbastanza rispetto alla formazione originaria, con cui avevano pubblicato “And Silence Will Begin Soon”.

Il genere che propongono è un indie-pop ben confezionato, con melodie accattivanti e una voce che ricorda, e non poco, quella di Karen O dei già citati Yeah Yeah Yeahs. Ritmi danzerecci alla Franz Ferdinand (“Clock”) e chitarre veloci e trascinanti alla Interpol (“Up & Down”) vanno a completare il sound di un disco che appare molto vario. Nonostante ciò, il tutto si incastra bene, senza risultare eccessivamente disomogeneo.

“2+2″ apre il disco con un ritmo poco incalzante rispetto al resto. I beat già cambiano nella successiva “Margareth”, indie-pop senza fronzoli, veloce, con un sound molto “brit” che sarà il filo conduttore dell’intero disco.

Nel loro MySpace definiscono la propria musica “Terapeutica e di facile ascolto”: niente di più vero. 9 tracce che filano via lisce come una linea continua che divide le corsie di un’autostrada. 9 tracce che mettono allegria anche se fuori piove, sei senza lavoro e sei stato appena lasciato. Un disco che fa bene alla musica italiana. I testi sono in inglese e sono molto interessanti. Godiamoci questa mezz’oretta più che gradevole senza mettere troppa pressione a questi bravi e baldi giovini.

Pro

Contro

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