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Pagan’s Mind: Una delle più promettenti stelle del prog-power

Giunti al terzo episodio di una riuscitissima carriera nel segno di un prog metal ineccepibile, i norvegesi Pagan’s Mind, si stanno facendo ‘progressivamente’ notare dal pubblico internazionale per le proprie virtuose capacità, per le composizioni architettate e per una produzione pressoché inappuntabile. Oggi il combo scandinavo, varcata finalmente la soglia dell’anonimato, si mostra assolutamente consapevole delle proprie potenzialità e rivolto ad un futuro pieno dei migliori auspici. All’indomani dell’uscita di “Enigmatic: Calling”, possiamo dunque dire che la loro musica è uno dei prodotti più curati che si possa trovare sul mercato progressive.

Che genere di musica ascoltate quando lavorate ad un nuovo album o nel tempo libero?
Noi tutti ascoltiamo un sacco di cose: dal jazz al pop e metal, ma soprattutto parecchie cose vecchie degli anni 70 e 80.
Principalmente ci concentriamo sul nuovo materiale quando lo scriviamo. Abbiamo trascorso tante nottate a cercare di mettere insieme i vari pezzi nel modo migliore possibile.
Durante il periodo creativo ascoltiamo tutto ciò che ascoltiamo di solito. Certamente ogni tanto ci lasciamo entusiasmare da un gruppo particolare, ma torniamo sempre sulla roba vecchia.

La vostra musica sembra essere influenzata dai Dream Theater e dagli Elegy. Pensi sia così? Cosa ispira la vostra musica? Da dove traete l’ispirazione?
Bene, credo che tutte le band che hai menzionato, inclusi noi medesimi, siano cresciute con le stesse influenze musicali. Per esempio, parecchia musica progressive degli anni 70 ha esercitato una grande influenza sulla nostra ispirazione musicale come su tutte queste band, ma credo che i Dream Theater siano i primi ad aver tracciato la strada per tutti gli altri gruppi successivi. So che hanno influenzato abbastanza qualche band inclusa la nostra. La somma di tutta la nostra esperienza musicale ed influenza è ciò che ci fa sentire noi stessi, cosi come le altre band sono uniche nel loro genere.

La produzione è un elemento portante del vostro ultimo album. Quanto tempo ci è voluto per produrlo?
Siamo davvero soddisfatti della produzione. Il suono ha tanta energia e, anche ad alto volume, si sente davvero bene! Trovo che Fredrik Nordstrøm and Patrick G-sten siano una squadra eccezionale: ci hanno persino migliorato il suono, ah ah! Abbiamo trascorso una settimana a fare il mixaggio finale nello studio Fredman a Gothenburg, e abbiamo registrato tutto qui a Skien, in Norvegia in modo da permetterci di mantenere i nostri lavori quotidiani. Abbiamo registrato in 2 mesi e preso il materiale per il mixaggio in Svezia. Scrivere il testo è stato un processo abbastanza scorrevole sin dal primo giorno.

Secondo te, qual è l’attuale band che suona il migliore prog-metal? E quale la più innovativa?
Trovo che ci siano tante grandi band sia innovative che con musicisti pieni di talento. A me personalmente piacciono Opeth, Freak Kitchen, Circuì Maximus, DGM, Magellan, Orphaned Land, Pain Of Salvation, Meshuggah, e la lista potrebbe continuare. Uno dei gruppi più innovativi che abbia mai sentito dalla prima volta che ho sentito i King Crimson e Zappa, sono i The Mars Volta. Trovo sia musica davvero pazza ma geniale.

Vi siete mai esibiti in Italia? Pensate di venire qui e se così, quando?
Sfortunatamente non abbiamo ancora avuto l’opportunità di visitare l’Italia, ma speriamo di poter fare un tour entro un anno, se tutto va bene.
Presto suoneremo al Prog Power Europe festival in Olanda ad ottobre.
È il posto più vicino all’Italia, questa volta, ma ci piacerebbe venire e suonare per tutti voi.
So che abbiamo un grande fanclub italiano. Ci teniamo in contatto regolarmente con i nostri amici Secret Sphere che ci aggiornano sulla situazione italiana, che è forte e ricca di eventi.
Ci siamo esibiti con loro al Prog Power USA 03 e faremo insieme il Prog Power UK l’anno prossimo a Marzo.
[PAGEBREAK] La Norvegia è famosa per le black metal band. La vostra musica è diversa. Avete riscontrato dei problemi con il pubblico nel vostro paese? Cosa ne pensate dell’heavy metal di oggi? Che nuovi orizzonti si stanno aprendo? Come vedete lo sviluppo di questo genere musicale?
So per certo che abbiamo ispirato molti giovani a credere in se stessi cosi come nella musica. Crediamo di aver raggiunto il migliore consenso possibile dal pubblico. Non importa dove suoniamo, perché esibirsi di fronte a 200 persone o, in un luogo di ritrovo più grande, davanti ad 8000 persone, fa comunque divertire un sacco. E alla fine della giornata questo è ciò che davvero importa e dovrebbe essere la forza guida di ogni musicista. Per quanta riguarda il BM, lo scenario sta cambiando verso un approccio più pesante e più orientato alla melodia. Il concetto di BM era ampio durante gli anni ’90 ma in qualche modo ha perso parecchio; resistono comunque le trovate commerciali come Dimmu Borgir, Satyricon e Arcturus. C’è stata tuttavia un’esplosione del numero di progressive bands, che nascono dal nulla, e questo è grande! Ma la Norvegia non è più soltanto back metal.
Trovo che il BM sia davvero passato dall’essere un concetto underground all’essere caratterizzato da una produzione di massa del suono. Il futuro del BM è stato già svelato attraverso band come Soilwork e In Flames. Basta aggiungere qualche stronzata alle linee vocali ed è fatta! Credo che il BM seguirà un approccio grindcore/death metal più commerciale.

Sapete che una delle vostre canzoni del primo album “Caught in a dream” ha lo stesso riff di una canzone di Annihilator “Fun Palace”?
Ah, uno dei nostri eroi. Ascolta i riff di Jeff Waters. Suona in maniera aggressiva ed è quello più bello! Come non ispirarsi ad un mostro simile del riff? Abbiamo iniziato improvvisando per gioco su una particolare canzone e abbiamo finito col discutere sul nostro incredibile uso del riff. Alla fine dovrebbe essere considerato come un omaggio a Annihilator. Non pensate male!!

Pensate di conservare lo stesso sound nei prossimi album o pensate che cambierà?
Ogni band ha il suo sound personale che dipende dai musicisti che ne fanno parte e so che possiamo suonare solo come noi stessi in ogni caso. Pertanto non penso che il sound complessivo ne il materiale sarà molto diverso dalla maggior parte della nostra consueta distribuzione. Molto probabilmente useremo lo stesso produttore anche in futuro. Per quanto riguarda il materiale, l’unica cosa che potrebbe accadere è che ci evolveremo in qualche direzione, forse più heavy e melodic allo stesso tempo. Comunque non possiamo allontanarci dal nostro marchio commerciale del suono.

I vostri ultimi due album mostrano un gruppo dalla grande esperienza artistica e musicale. Ma c’è un’enorme differenza tra il primo album e gli altri due. Cos’è cambiato nei Pagan’s mind negli ultimi anni? Questa grande differenza è la ragione per cui credo che ristampare il vostro primo album debba essere stata una scelta difficile. Perché l’avete fatto?
C’è stata una grande richiesta a livello internazionale per quanto riguarda la nostra prima pubblicazione, perché non era stata mai distribuita all’estero e molte persone erano curiose. Di solito realizzavamo un paio di canzoni di Infinity Divine in versione live e, a causa di una crescente richiesta della nostra label, decidemmo di ristamparla con un paio di bonus track, nuovi overdub e nuovi vocals che hanno fatto rinascere questo cd! Lo abbiamo portato in Danimarca a Tommy Hansen che fece anche le registrazioni di Keeper degli Helloween, parecchio tempo fa. La ragione per cui il materiale del secondo album è diverso dal primo è dovuta al fatto che la band si occupò della registrazione prima che io, Ronny e Jorn Viggo entrassimo a farne parte. E poiché erano stati Nils e Stian a scrivere la maggior parte della roba per la registrazione e presero l’impegno basandosi su quelle registrazioni, noi dovemmo proseguire nella stessa direzione almeno per la prima registrazione.
[PAGEBREAK] Nella vostra musica al contrario delle altre prog-metal band, non c’è spazio per le tastiere, ma le chitarre son sempre in primo piano. Ciò conferisce alla vostra musica una forza straordinaria nonostante le lunghe e complicate melodie. Il che è anche il segreto per essere sempre considerati una heavy metal band. È una scelta consapevole? Chi scrive e come i pezzi melodici nella band? Il lato melodico è il primo passo verso la realizzazione di una nuova canzone o è il passo successivo?
Grazie per aver notato la complessità della nostra struttura musicale e della texture. Tuttavia tutte le nostre idee musicali iniziano con qualcosa di lieve come due linee melodiche o una figura ritmica, oppure con un parte di riff di chitarra. Credo che abbiamo un equilibrio molto positivo tra chitarra e tastiere. Entrambe sono virtuose nei loro rispettivi settori e lavorano insieme perfettamente. Ronny è molto bravo a creare stati d’animo ed emozioni sulla sua tastiera, proprio come un regista, davvero! È una nostra scelta consapevole concentraci su linee melodiche forti con il resto del gruppo che ci suona attorno, lasciando abbastanza spazio alla tastiera per inserirsi nel riff all’unisono della chitarra e del basso.

La vostra musica è molto complessa. Per comporre le vostre canzoni vi riunite tutti insieme?
Di solito qualcuno porta un riff, un pezzo o una linea melodica in sala prove e ci lavora su. Tutti contribuiamo in qualche modo al risultato finale. Dopo aver suonato e riarrangiato tutte le parti nuove circa un fantastiliardo di volte, si passa attraverso il filtro dei PM per essere eventualmente approvato: infine viene fuori la musica dei Pagan’s Mind.

Qual è il posto del mondo dove avete riscontrato il seguito più numeroso?
Devono essere gli USA. Abbiamo una folla davvero affezionata laggiù. Sembrano gradire l’aggressività e la forza del nostro modo di comporre musica e suonare.

Potresti delucidarmi in merito al concept del nuovo album?
Il nuovo album, Enigmatic: Calling, gira attorno alla stessa filosofia delle nostre pubblicazioni precedenti. Discussioni riguardo all’origine della vita, al tempo e allo spazio, ed è davvero la continuazione di Celestial Entrance. Niente di più, niente di meno.

Ho sentito che Nils e il bassista Steinar Krokmo sono impegnati in un progetto con due membri della band canadese Eidolon. Dimmi altro.
Il progetto, conosciuto come Dimension Infinite, a partire da adesso è sospeso. Come sai, i fratelli Driver al momento sono abbastanza occupati con i Megadeth, e non so davvero quando si realizzerà il progetto. Fino ad allora Nils si occuperà del lavoro vocale degli Eidolon e attualmente sta facendo al registrazione vocale per il loro nuovo album.

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