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  • Pagan’s Mind: God’s Equation

    Pagan’s Mind

    Data di uscita: 01-01-2007

    Loudvision:
    Lettori:

Scivoloni pagani

Se ad un primo ascolto sul viso compare uno sguardo interrogativo, ai successivi incontri/scontri con il nuovo prodotto firmato Pagan’s Mind la perplessità si tramuta in profondo sconforto. E quello che rimane di tanta delusione è la consapevolezza di avere a che fare con una band che sembra aver perso lungo il cammino, tutte quelle briciole di entusiasmo e originalità che solleticano l’interesse di chi, libretto alla mano, ne consuma le pagine lettera dopo lettera.
Il progressive power proposto dai Pagan’s Mind non si discosta sostanzialmente dai tanto celebrati cliché del genere, i virtuosismi strumentali risultano ben eseguiti e vagamente cuoriosi, merito forse della presenza di Jorn Viggo Lofstad e Stian Kristoffersen, entrambi sporadici colleghi del celeberrimo Jorn Lande. La sezione strumentale dell’album vanta ritmi incalzanti e altamente energetici, seppur a volte un po’ troppo aggressivi e fuori luogo; la tastiera crea un gradevole tappeto sinfonico che va ad arricchire un sound già di per sé tecnico, pulito, quasi asettico. Capitolo dolente quello della voce di Nils K. Rue che, con il suo registro solennemente power, risuona inappropriato, rispetto al mood generale del disco, e monotono, privando le lyrics della giusta incisività.
Nemmeno la piacevole cover di “Hallo Spaceboy” di David Bowie riesce a dare lustro a questo lavoro, che risulta ben lontano dal tanto agoniato salto di qualità. A differenza dei lavori precedenti, i suoni risultano più maturi e ordinati, accompagnati da un concept che rimane però disomogeneamente legato.
Forse, un pizzico di orginalità non sarebbe guastato. Forse, c’è ancora qualcosa in cui credere.
Per il momento però la speranza rimane quiescente.

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