Home > Recensioni > Pagan’s Mind: Heavenly Ecstasy
  • Pagan’s Mind: Heavenly Ecstasy

    Pagan’s Mind

    Loudvision:
    Lettori:

Formula rodata, ma sfruttata

Dopo lo scialbo “God’s Equation”, il sesto prodotto della formazione di prog power risponde in tutto al proprio brand. Definiti spesso come un tentativo mal riuscito di coverizzare i Dream Theater, i cinque norvegesi hanno invece tracciato un percorso coerente. La dimostrazione è nel fatto che i loro album hanno una matrice così comune da somigliarsi fin troppo l’uno all’altro.

“Heavenly Ecstasy” conferma questa caratteristica. Buone melodie, ben eseguite e prodotte. Ma difficilmente immagazzinabili, perché omogenee tra loro. Si distingue solo, per il trascinante songwriting, il brano d’apertura.

Quel che hanno, però, i Pagan’s Mind è una superba capacità di mischiare tecnica e melodia, che li rende comunque piacevoli all’orecchio.

Difficili al rinnovo, ormai troppo identici a sé stessi, i Pagan’s Mind necessiterebbero di nuove idee. Non che le precedenti fossero sbagliate, ma ogni album è potenzialmente il primo e l’ultimo, perché in sé racchiude il meglio e il peggio della band. Impossibile dire male di “Heavenly Ecstasy”, così come difficile è dirne bene.

Pro

Contro

Scroll To Top