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Panettone o baguette?

All’hotel Visconti di Roma abbiamo incontrato il cast di “Matrimonio A Parigi“, il nuovo cinepanettone targato Massimo Boldi per la regia di Claudio Risi. Nel cast volti noti della commedia natalizia come Biagio Izzo, Enzo Salvi, Massimo Ceccherini e Annamaria Barbera, ma tante anche le facce nuove, dalla pornostar Rocco Siffredi alla comica Paola Minaccioni, fino ai giovanissimi Guglielmo Scilla e Diana Del Bufalo.

Boldi, “Matrimonio A Parigi” è un’operazione commerciale onesta, la classica commedia natalizia che non deluderà sicuramente le attese del nutrito pubblico dei cinepanettoni, non siete usciti forse un po’ troppo in anticipo? È ottobre ma Natale sembra ancora lontano…
Beh sì, questa è stata una strategia commerciale della Medusa, il film uscirà il 21 ottobre in 500 sale, più o meno con un mese di anticipo rispetto agli anni passati. Non potevamo immaginare che quest’anno i mesi di settembre e ottobre sarebbero stati così caldi e quindi atmosfericamente poco natalizi.

Il film è incentrato sul tema dell’evasione: dalll’incontro tra questo irreprensibile maresciallo della guardia di finanza (Biagio Izzo) e l’imprenditore lombardo evasore (Massimo Boldi) poi nasce tutta la vis comica del film. Non pensi che il tema, così caldo in questo periodo, sia affrontato un po’ troppo alla leggera?
No, non credo. La morale del film è che l’amore vince su tutto, anche sulle tasse, ma le tasse bisogna pagarle. Poi se effettivamente paghiamo il giusto è un’altra questione…

Negli ultimi dieci film hai lavorato con tantissimi attori ma una presenza fissa è quella di Enzo Salvi.
Boldi: Ho fatto come Bonolis con Laurenti (ride). No, Enzo Salvi è un bravo attore e oltretutto porta anche fortuna visti gli incassi dei nostri film.

Salvi: Ho iniziato giovanissimo con Massimo, gli devo molto, pensate che mi ha preso dal pediatra! (ridono)

Massimo, pensi di tornare in tv?
Sinceramente non lo so. Oggi fare del varietà in tv è davvero complicato perché la televisione è cambiata, la politica si sta sostituendo sempre di più all’intrattenimento. Mancano gli artisti, purtroppo. Ci sono ancora programmi che provano a creare artisti, come Zelig o la De Filippi, che sono palestre per molti giovani e oggi funzionano molto bene, ma in futuro chi lo sa. L’obiettivo della televisione dovrebbe essere quello di coltivare i giovani. In questo film siamo tanti attori ma ognuno riesce ad avere il suo spazio, anche i più giovani. Questo vuol dire dare spazio e respiro a chi domani prenderà il tuo posto, e per fare tutto ciò ci vogliono idee nuove e voglia di fare qualcosa di buono.

Ceccherini e Siffredi, i vostri ruoli non sono proprio i principali, non vi siete sentiti sacrificati?
Ceccherini: (Guardando Rocco Siffredi) Io sacrificato, non lui! (ride). Sono arrabbiato, nel film dell’anno scorso (“Natale Mi Sposo” diretto da Paolo Costella, ndr.) c’era la Canalis e io stavo con le vecchie. In questo film mia sorella è Raffaella Fico. Ora non so se avete presente chi è la Fico, ma è una gran topolona. Tutto ciò non bastava agli sceneggiatori che hanno deciso di farmi ingroppare da Siffredi! A parte gli scherzi e le battute, è stato bello lavorare con Rocco, non ho mai conosciuto una persona così buona, umile e onesta come lui.

Siffredi: Nel film interpreto il ruolo di uno stilista che prima si invaghisce della moglie di Massimo Boldi ma successivamente sposta le sue attenzioni su Massimo Ceccherini. È stata la mia prima volta in una commedia e francamente non pensavo neanche di essere in grado di recitarvi, ma tutti mi hanno incoraggiato e aiutato: mi hanno detto di lasciare a casa Siffredi e di essere semplicemente Rocco. E dai complimenti che ho ricevuto credo di aver fatto un buon lavoro.

Biagio Izzo, il tuo personaggio sfata decisamente il mito del napoletano mariuolo e delinquentello, cosa ne pensi?
Esatto, credo che il divertimento del film sia incentrato proprio su questo aspetto. Il luogo comune del napoletano mariuolo e il lombardo ligio alle regole è totalmente capovolto. Qui il napoletano è il finanziere rispettoso delle regole e il lombardo è il ricco evasore proprietario di una televisione privata. Oltretutto spero di aver contribuito con il mio ruolo a dare un po’ più di simpatia alla Guardia di Finanza che in genere non è mai vista di buon occhio
[PAGEBREAK] Annamaria Barbera, quanto c’è di tuo nelle tue battute-storpiature del film e come ti sei trovata a lavorare con i tuoi colleghi?
Barbera: Il gruppo è stato fin da subito unito, tutto è stato molto bello. Il film finito ancora non ho avuto modo di vederlo, ma già nel girato si vedeva la grande armonia tra noi. Rocco mi ha fatto anche una dedica ma non l’ho letta perché era troppo lunga (ridono). Dal 2007, dopo “Matrimonio alle Bahamas”, non ho più recitato in un cinepanettone, sono tornata soprattutto per Claudio (Risi, il regista, ndr.) con cui mi sono trovata sempre benissimo.

Izzo: La Barbera è molto timida e non lo dice ma le sue battute sono per la maggior parte farina del suo sacco. È stato molto bello recitare al suo fianco, nel film interpreta mia moglie e c’è stata subito grande alchimia .

Paola Minaccioni, sei una romana doc ma nel film hai vestito i panni di una milanese, come ti sei trovata?
Mi sono davvero divertita tantissimo. Massimo, che nel film interpreta il ruolo di mio marito, è un grandissimo attore, un vero e proprio capocomico sempre pronto ad aiutare tutti, un uomo di grande competenza.

Claudio Risi, dopo l’esperienza di “Matrimonio Alle Bahamas” ritorni alla commedia di Natale con “Matrimonio A Parigi”.
Con molti attori del cast avevo già avuto modo di lavorare in “Matrimonio Alle Bahamas” e non sono stati una scoperta, ero a conoscenza del loro valore. Mi riferisco a Massimo Boldi, Annamaria Barbera e Massimo Ceccherini, e anche a tutto lo staff della Medusa. Una vera scoperta invece sono stati i giovani bravissimi che hanno partecipato alla realizzazione del film come Gugliemo Scilla (più noto come Willwoosh, ndr.) che con il suo canale Youtube conta qualcosa come 40 milioni di contatti, e Diana Del Bufalo, scoperta da Maria De Filippi nella sua trasmissione “Amici”, una vera e propria pazza! Anche Rocco è stato una graditissima sorpresa!

“Matrimonio A Parigi” è un film forse meno volgare rispetto ai precedenti, è più costruito. Il successo dello scorso anno della commedia italiana vi ha suggerito che era possibile fare una commedia di Natale con meno volgarità?
Non credo sia stata un’idea particolarmente elaborata. Semplicemente la volgarità non era nelle mie corde e in quelle degli sceneggiatori, e tutto ha funzionato.

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