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  • Pangea: Retrospectacular

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Incerte linee di mezzo

Chi mai li ricorda e chi mai li ricorderà i Pangea, trio danese dalle tinte oblique, un po’ buttati sull’hard rock, un po’ sull’air, un po’ sull’AOR…
Due album negli anni ’90 rimasti nell’oblio; e forse anche il terzo – scritto all’epoca e oggi ripescato dai bassi costi delle attuali pubblicazioni indiscriminate – subirà la stessa sorte.

Del resto, la band era stata lanciata come prodotto per il solo mercato giallo e solo oggi si affaccia su un pubblico – l’Europa – più esigente e critico.

La band si trova a dover fronteggiare, ad ogni traccia, l’imbarazzante dilemma di non saper cosa dire e di cercare comunque nuove forme per dirlo lo stesso. Poi, alla fine, ci riesce sempre, con citazioni di ogni tipo, arrampicandosi sugli specchi per cercare un motivetto rock orecchiabile e divertente.

Le cose mostrano un verso diverso quando si parla il linguaggio AOR, ma sono episodi sporadici. Troppo poco per salvare l’album dalla risicata sufficienza.

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Contro

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