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  • Panic Cell: Fire It Up

    Panic Cell

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Tutto U.K.!

Chi l’avrebbe detto che quei simpaticoni ‘bevi tè’ degli inglesi nascondessero nei loro pub e tea room una band come i Panic Cell?
Per intenderci: prendete i Disturbed, aggiungeteci la “tamarragine” novantiana dei primi Drowning Pool e un pizzico di Killiswich Engage. Avrete “Fire It Up”.

Non c’è molto da dire, se non che la composizione colpisce molto per via dei ritmi pressanti e per nulla tranquilli. Certo, il songwriting lascia un po’ insoddisfatti, della serie: “ok, la vita è uno schifo e bisogna lottare”.
Tutto sommato un buon ascolto per un pomeriggio piovoso, il giusto mix per colorare un po’ le nuvole e dare fastidio ai vicini.

Mai avremmo pensato che degli Inglesi potessero essere così Americani! Sorpresa.
Se invece si vuol considerare semplicemente il lato sonoro, c’è di che rimanere piacevolmente soddisfatti per il sound nu-metal dell’intero album.

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