Home > Recensioni > Paolo Benvegnù: 14:19

Le ore della distanza

• ore 14.00: imparare a rimanere soli.
• ore 15.00: fammi entrare, per favore!
• ore 16.00: dimenticare che l’attesa sia incantevole.
• ore 18.00: ah, tu non fossi mai nata!
• ore 19.00: tu dove sei? come sei?

…alle 17 ti va un the?
Un incontro. Una coppia. Una storia d’amore finita. Il pensiero di lui. Il pensiero di lei. Visuali in contrasto. Sentimenti in bilico. La decisione ferma in mente. L’indecisione nell’aria. Una pietra sul passato. Una speranza nel futuro. Una soluzione per l’avvicinamento. Una soluzione per la distanza. Occorre far l’amore. Perché se volessi cercarti dovrei farlo dentro di me.
Un amore che ha paura di perdersi quanto di ritrovarsi. Un concept album ironico, tagliente. Un pomeriggio da innamorati, ma senza le passeggiate, i fiori e le panchine. Paolo Benvegnù conferma il talento mostrato nella poco apprezzata carriera con gli Scisma e nel tanto piaciuto primo lavoro “Piccoli Fragilissimi Film”. Ed è proprio di piccoli film, di immagini che le sue parole si nutrono. In questo ep “14-19″ – aperitivo del successivo disco “Le Labbra” – ci suggerisce una canzone all’ora (con un’ora di pausa per il the) per immergerci nello stesso pomeriggio di chi lotta per un amore finito, ma desiderato. Una ribellione alla testa, alle decisioni troppo coscienti, che prima cerca “La Distanza”, poi si affida alle atmosfere rassicuranti. Come è rassicurante e terribile al tempo stesso sapere che la persona che ami ti protegge, ma restando lontano, nel silenzio. E se quel silenzio ti fa male, perché è di parole e carezze che avresti bisogno, ti tocca ricordare che ho bisogno di ritornare a camminare verso ciò che non so, anche se ieri ti ho sentito respirare in ogni cosa che ho desiderato.
Un altro piccolo (/grande) film, come il “Cosa Sono Le Nuvole” di Pasolini, in cui Benvegnù non teme l’impersonificazione in un romantico Modugno. Ma è ne “Lo Spazio Irregolare” che va cercato ciò che non è palpabile. Difficile, come spiegare l’amore, come capirlo. Come un pomeriggio in un amore da finire.

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