Home > Interviste > Paolo Benvegnù: Quando la musica incontra la letteratura

Paolo Benvegnù: Quando la musica incontra la letteratura

Abbiamo incontrato Paolo Benvegnù nello spazio Rai qualche minuto prima che iniziasse la trasmissione “Alza il volume”. È stato così gentile da rendersi disponibile per un’intervista al volo, giusto il tempo di catturare qualche sua emozione e pensiero prima dell’esibizione. Benvegnù è un cantautore e chitarrista milanese. Il suo disco “Hermann” pubblicato nel 2011 ha riscosso un grande successo ed è stato presentato in numerose trasmissioni radio. Paolo mi saluta con un’arguzia galante col baciamano, come è solito fare con le donne, decisamente un uomo d’altri tempi!

Ciao Paolo è un piacere rincontrarti!
Come mai hai deciso di esibirti qui al Salone del Libro di Torino?
A dire la verità devo dire due cose: io purtroppo non ho la possibilità di esibirmi perché non sono un performer: mi hanno chiamato ad esprimermi. È una cosa diversa. Quando mi chiamano, se c’è questa possibilità, vado e cerco di portar fuori dalla mia stanza il mondo che creiamo io e i ragazzi con cui suono.

È la prima volta che partecipi al Salone del Libro?
Si, ci ho partecipato da fruitore una decina d’anni fa. È un grande onore per me.

Un tuo parere personale?
Guarda io sono qua da pochissimo. Quello che so, lo seguo sempre attraverso Radio 3 perché sono un ascoltatore di Fahrenheit e, a parte l’onore di suonare qui, in questo spazio, mi sembra un’occasione molto importante specialmente in questo periodo storico così complicato dove tutti i desideri sono legati ad altro. Il desiderio di avere espressione dagli altri per poi trasmettere ad altri ancora mi sembra la cosa più bella. Io non sono un lettore così attento, ma sono un lettore approfondito. Ecco mettiamola così, sono molto felice di questo.

Secondo te che rapporto c’è tra la musica e la letteratura?
Per me fortissimo. Fortissimo perché l’uomo è linguaggio e, ad esempio, una delle mie grandi difficoltà è il non essere ancora il linguaggio che vorrei essere. Dal linguaggio alla letteratura il passo è semplicissimo. L’acuire che la musica può dare alla parola mi sembra un miracolo meraviglioso. Questo non vuol dire che io riesca a frequentarlo troppo, però quelle rare volte in cui ho l’impressione che possa capitare questo con le cose che facciamo mi sembra di essere all’interno dell’universo. Molte volte mi sembra di essere sempre un po’ tangente.

Cosa ci dici sui tuoi concerti? Qualche data già pronta?
Cosa dire, più vado avanti col tempo più mi emoziono nel far qualsiasi cosa e tutto mi sembra assolutamente irreale. Non mi ricordo, so che quest’estate faremo qualche data, ma non di più. Più che altro la cosa bella è che da domani scrivo il disco nuovo.

Ringraziamo Paolo per averci dedicato qualche minuto di tempo prima della sua esibizione al Salone del Libro di Torino. Gli facciamo un grosso in bocca al lupo per il disco che è in fase di creazione. Sicuramente non ci deluderà!

Scroll To Top