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Paolo Logli: Monologhi e note

Siamo alla libreria caffè N’Importe Quoi, a pochi passi da Trestevere, dove Paolo Logli presenta il suo libro, “Tenco E Gli Altri”, una raccolta di sei monologhi legati ad altrettanti grandi artisti.

Il filo conduttore che lega i protagonisti del libro lo spiega l’autore stesso del libro: ‹‹È un libro di radici perché Haydn è l’inventore della sinfonia, Puccini è l’inventore del bel canto, Bixio è l’inventore della canzone all’italiana, Tenco è il primo cantautore, Jimi Hendrix è Jimmy Hendrix!››.
I monologhi erano tutti già scritti tranne quello su Hendrix,l’unico dei sei a non essere ancora stato rappresentato perché aggiunto poco prima dell’edizione, quando Paolo logli si è reso conto che mancava un personaggio rock nella sua opera.

Ai commenti dell’autore si alternano le interpretazioni di alcuni pezzi tratti dal libro con Cosimo Cinieri forse conosciuto al grande pubblico per aver recitato al fianco di Lino Banfi in “Un Medico in Famiglia” e “Il padre delle spose”, ma che soprattutto ha espresso la sua anima attraverso diverse forme artistiche: dalla poesia alla scrittura teatrale passando per la recitazione per teatro, cinema e televisione lavorando spesso al fianco di Carmelo Bene.

Non manca anche la musica, protagonista indiscussa del libro, ma anche portata direttamente nella presentazione grazie al piano di Alberto Pizzo, che esegue un medley che va da Nessun Dorma di Puccini a “Parlami D’Amore Mariù” di Cesare Andrea Bixio e Ennio Neri riproponendo in note lo stesso mix che è proposto con la parola nel libro.

Presente anche il cantautore romano Piji che con Paolo Logli ha già collaborato per “Dunque Lei Ha Conosciuto Tenco?” lo spettacolo teatrale, poi trasmesso su Rai 5, e che in questa occasione ha eseguito, non senza l’imbarazzo di riproporre le canzoni di un grande autore, “Mi Sono Innamorato Di Te”.

Uno dei momenti più emozionanti, però, è stato quando sul finale è tornato Cosimo Cinieri al microfono per leggere il crudo monologo su Jimi Hendrix accompagnato dalla chitarra elettrica di Marco Chiusolo: le note distorte viaggiavano nell’aria dando ancora maggiore enfasi al turbine di emozioni e al continuo saliscendi di toni del testo.

Non tutte le presentazioni di un libro sono un evento, ma in questo caso indubbiamente lo è stata.

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