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PAPRIKA: un album tutto spicy per M¥SS KETA

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Esce oggi, 29 marzo, il nuovo album di M¥SS KETA, intitolato PAPRIKA, per Island/Universal Music Italia. Abbiamo incontrato la controversa cantante senza identità per la presentazione del lavoro che segue UNA VITA IN CAPSLOCK. La M¥SS ci accoglie con mortadella e lambrusco, è vestita in latex carminio, ha i suoi occhiali da sole (o da sera) e la sua mascherina, tutto coordinato. Cosa dobbiamo aspettarci da un album con un titolo così eroticamente spicy e rigorosamente in capslock? Basta guardare la copertina: lei, in posa in un chiarissimo riferimento alla showgirl Valeria Marini nel film “Bambola” e un omaggio al cinema erotico di Tinto Brass. Tutto si tinge di rosso, nota predominante di questo progetto accuratamente levigato da un estro piccante, come dev’essere peraltro l’estro di una donna che conta.

UNA VITA IN CAPSOLCK era la mia Divina Commedia. Guardava all’interno. Questo disco invece sente l’esigenza di guardare all’esterno sia dal punto di vista del dialogo con le persone con cui ho lavorato sia per quanto riguarda le sonorità. Sonorità che non sono più claustrofobiche ma che si aprono a certi mondi, a certi ritmi. Sono sonorità colourful. Si parte dal rap old school, passando per l’R&B, reinterpretandole con la chiave sonora pop myssketiana. Sono suoni contemporanei, che guardano al futuro.” Il dialogo di cui parla la contessa sono i featuring, numerosissimi: Wayne Santana, Gemitaiz, Gué Pequeno, Luchè, Quentin40, Elodie, Priestess, Joan Thiele, Mahmood, Populous, Gabry Ponte, Cacao Mental. 14 tracce, di cui 3 remix, che si tingono di voci provenienti da diversi generi e sottogeneri musicali, tutte meticolosamente prodotte da RIVA e Rocco Rampino, i quali avevano già scortato la sacerdotessa della musica italiana per il precedente album.

M¥SS KETA è una donna tutto nerbo: eccessiva, prorompente, bellissima. Una portatrice di un’ironia e di un’irriverenza sexy e piccante che ci lasciano pregustare il nuovo PAPRIKA. Questo è un progetto artistico dal linguaggio grottesco, sferzante, a tratti satirico ma che trasuda uno sforzo coordinato dal lavoro di tante persone. Al centro di questo universo c’è sempre la donna: “Perché le donne quando parlano dovrebbero parlare solo per le donne? Si crede che le donne parlino solo alle donne mentre gli uomini parlino per tutti. Questo è il preconcetto che “chiude” alcune artiste. Razionalmente è facile da capire ma culturalmente è limitante, dovremmo cambiare il livello di visibilità della donna. Bisogna farsi sentire. Bisogna considerare l’artista a prescindere dal sesso e smetterla di categorizzare.

Il tour è partito ieri e vanta date italiane e internazionali. Noi siamo in trepidante attesa di vedere la sua esibizione qui a Milano il 25 maggio al MiAmi Festival. La lingua comincia a pizzicare…

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