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  • Paradox: Electrify

    Paradox

    Data di uscita: 10-01-2008

    Loudvision:
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Ritorno di fiamma del thrash anni ’80

Quanti di voi avrebbero voluto lanciare dalla finestra più o meno tutti i dischi dei Metallica dal “Black Album” in avanti? Se siete fra quelli che considerano “St. Anger” come uno dei più costosi sottobicchieri della storia, è giunta l’ora di vendicarvi per la frustrazione a cui siete andati incontro.
Qualcuno di quelli che negli anni ’80 amava il thrash (e lo suonava anche), qualcuno come Charlie Steinhauer ed i suoi Paradox, è sopravvissuto. Sopravvivenza. Di questo si parla nella storia personale di Steinhauer, fatta di gravi perdite familiari, di malattia e di periodi equidistanti tra la vita e la morte. Dopo otto anni di crisi e di silenzio, Steinhauer è tornato come una Fenice che sembrava ormai morta. Ciò che non è mai andato perduto in lui è stato l’amore per il thrash.
Allora ecco “Electrify”, concept ibrido partorito dal chitarrista Kai Pasemann ed ispirato un po’ al “Tagliaerbe” di Stephen King e un po’ ad internet e all’influenza di quest’ultimo sulle persone.
Ecco pronte per voi dunque una decina di tracce di indomabile impatto a cavallo del thrash di ottantina memoria, ma ben divergenti verso una buona varietà musicale. Quello che probabilmente ci si aspetta da ogni band: rimanere se stessi mantenendosi al passo con i tempi. Allora non dispiace se l’incipit dell’album richiama leggermente qualche eco dei System Of A Down, specie per l’approccio vocale e se qua e là emergono sonorità estranee che sanno arricchire anziché confondere.
La rivincita per i nostalgici di “Master Of Puppets”.

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