Home > Recensioni > Parched: Arc
  • Parched: Arc

    Parched

    Loudvision:
    Lettori:

Correlati

Terre desolate

Parched significa solamente due chitarre e tanti effetti. È così che Eraldo Bernocchi e Davide Tiso presentano il loro nuovo pregetto musicale.

Il ritmo che segna il loro debutto “Arc” è decisamente molto low, composto da chitarre lente con effetti che non stupiscono più di tanto.
Quel che è ben riuscito è il trasferimento delle immagini della canzone alla mente, ogni nota è al posto giusto.

Ascolto non facile, a meno che non si riesca a ricreare all’interno della propria giornata uno spazio di tempo tutto per se con in sottofondo i Parched. Sicuramente lo sforzo spirituale verrà ripagato.

L’intento è di ricreare il suono di terre desolate, deserti. Missione compiuta anche se con difetti che comunque non intralciano il giudizio positivo finale.

La musica impegnata è anche questa. Fa immaginare senza che gli occhi debbano per forza posarsi su televisori che mandano in onda a ripetizione solo video musicali girati a tavolino. E le orecchie non devono soffermarsi su stazioni radio che trasmettono canzoni statiche e composte da strani matematici programmi al computer.
Benvengano i Parched.

Pro

Contro

Scroll To Top