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Parola di Ewan

Giunto al Lido quasi all’ombra del super divo George, Ewan McGregor ha sorpreso per naturalezza e comicità in “The Men Who Stare at Goats”, confermando un ineguagliabile talento attoriale nel ricoprire anche i ruoli più complessi e sofisticati.

Quanto è stato difficile interpretare un ruolo comico?
Non è stato difficile, l’ambiente aiutava molto e io mi sono solo fatto trascinare dall’aria che si respirava . Mi hanno detto: “Pensa di non recitare una commedia”, l’ho fatto e mi sono divertito molto utilizzando naturalezza in ogni mia azione.

Se potesse dare un aggettivo a questo film quale gli assegnerebbe?
Direi che è un film pieno di colore, dove raccontiamo la guerra in maniera comica. Ci sono molti elementi che richiamano la New Age. Si, direi New Age, posso usarlo come aggettivo?

Lei che ama viaggiare ha mai scelto di partecipare ad un film solo per la location?
No, non mi è mai successo. Mi piacerebbe molto girare un film nella mia città, ma non è mai successo quindi per molti mesi mi capita di spostarmi in altre città delle quali puntualmente mi innamoro. Mi piace scoprire cose nuove, culture nuove, posti nuovi, gente nuova.

Molti chiamano questa giornata Clooney Day, cosa pensa di George Clooney?
George è un bravissimo attore, qui a Venezia ha presentato molti film di successo e spero che anche questo ne abbia. Mentre giravamo ci siamo divertiti, confrontati e consigliati come se avessimo lavorato da sempre insieme e questo per due attori è molto importante… Oggi è il Clooney Day? Non lo sapevo.

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