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  • Pascal Comelade: Psicotic Music’ Hall

    Pascal Comelade

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Dolce psicosi

Quel pazzo catalano è tornato tra noi.
Stavolta con quindici brani nuovi di zecca, ma pur sempre dotato della lama ironica e buffa (nel senso buono) che tanto ama brandire nelle sue composizioni.

Violini, campanelli, fisarmoniche, pianoforte, batteria – oppure anche solamente grancassa – e una sbalorditiva molteplicità di aerofoni ed ottoni da far invidia a un’organizzatissima banda di paese: questi sono i pilastri della music hall degna della psicosi musicale più irriverente del 2011.

Qualche richiamo al vecchio Yann Tiersen de “Il Favoloso Mondo Di Amélie”, molte influenze della musica popolare consanguinea al compositore e inventiva effervescente per un disco che piacerà agli estroversi.

Il continuo affiorare della fisarmonica porta inevitabilmente ad accostare il vissuto genio a quello più fresco del collega di Brest (Yann Tiersen, per l’appunto). Con ciò non si vuole evidenziare uno scopiazzamento poco subdolo, bensì far notare come, dopotutto, le origini geografiche siano ben presenti.

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Contro

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