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Tra le sale di #Venezia71 c’è sempre spazio per la denuncia della situazione lavorativa italiana. Questa volta a pensarci è stato Felice Farina, regista del film “Patria“, presentato oggi al Festival per la Giornata degli Autori.

Il film prende spunto dall’ominimo libro di Enrico Deaglio e racconta la storia di un operaio, Francesco Pannofino, il quale colto dalla disperazione, decide di salire sulla torretta della fabbrica dove per anni ha versato sudore con la speranza di attirare l’attenzione dei media. In suo aiuto arriva il sindacalista Roberto Citran. I due protagonisti, di idee completamente opposte, in un binomio di odio e amore, si tengono compagnia ricordando insieme gli ultimi 30 anni della storia di Italia: l’uccisione di Aldo Moro, la lotta alla mafia, i licenziamenti alla Fiat, tangentopoli, fino ad arrivare agli episodi più attuali, come l’ascesa al Governo di Silvio Berlusconi. Un film che non si distoglie molto dalla realtà, in un Paese dove il lavoro è diventato un’élite per i più fortunati. Tra un flashback e un altro, il film si fa più coinvolgente grazie alla scelta di portare in scena il repertorio della storia italiana, accompagnato da una leggera di finzione.

Patria” è il film che aiuta a pensare, a riflettere sull’attuale condizione economica e lavorativa del nostro Paese, e a fare un punto della situazione: cosa è cambiato in tutti questi anni. Il tutto contorniato da memorie più felici come le indimenticabili partite calcistiche.

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