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  • Patrick Watson: Adventures In Your Own Backyard

    Patrick Watson

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Avventure soft

Registrato nell’appartamento di Patrick Watson, il seguito di “Wooden Arms” e “Close To Paradise”, rispettivamente secondo e primo album della band, se fosse un tessuto sarebbe pizzo prezioso ma sottilissimo, facile quindi da fallare.

Non che “Adventures In Your Own Backyard” sia un disco da prendere con le pinze, anzi.
Il folk sofisticato e denso di pianoforte ed archi, le atmosfere un po’ decadenti come quelle insegnateci da Beirut et similia non fanno altro che auspicare cose belle. E la voce sfocata di Watson conferma la teoria.
L’unica pecca in questo felice augurio è la minore efficacia delle canzoni, non sì forti quanto in passato.
“Lighthouse” e “Quiet Crowd” si salvano con eccellenza.

Dave Simpson dice (per The Guardian) che Watson adesso si è avvicinato a Antony & The Johnsons per allontanarsi dagli Arcade Fire: non ha tutti i torti, in effetti, le forti analogie scattano ovunque.
Se siete aficionados non avrete problemi ad apprezzare pure codesto LP, se non lo siete potreste rimanere un poco scettici.

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Contro

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