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Patty Pravo al Blue Note di Milano: forti applausi e grande affetto

Pantalone nero attillato, camicia luccicante, aperta sulla schiena ma comunque sobria, e stivaletto nero in pelle. I suoi personalissimi movimenti dolci con le braccia e con le mani, che disegnano nell’aria dei cerchi, dei fiori, delle note. Una diva per eccellenza, che riesce ad essere allo stesso tempo un’anti-diva: Patty Pravo, sabato 18 ottobre, ha fatto letteralmente sciogliere il Blue Note di Milano.

Per questo “Sulla Luna Tour“, la Strambelli non poteva che scegliere il palco del rinomato jazz club milanese, che crea di per sé un’atmosfera magnifica, famigliare ma chic, in cui nessun dettaglio è lasciato al caso, a partire ovviamente dalle luci. Il pubblico era sì di nicchia, ma non elitario, di età diverse e di nazionalità diverse, a sottolineare che la “ragazza del Piper” è amata trasversalmente, anche oltreconfine.

Appena messo un piede sul palco, tutti gli occhi e tutte le orecchie si sono lasciati ammaliare dalla sua eccezionale energia e voce, eccezionale considerati i suoi 66 anni, portati divinamente: l’inizio con “Dai Sali Su” (“Come Sail Away” degli Styx) e “Parole” ha immediatamente scaldato gli spettatori, dando prova di grande vitalità nel divertirsi sul palco, sia della cantante che dell’intera band che la accompagnava (Roberto Procaccini, Nicola Costa, Gabriele Bolognesi, Andrea Fontana, Edoardo Massimi e Adriano Lo Giudice).

Grande rispetto, inoltre, da parte di Patty Pravo per gli autori dei singoli brani – da Vasco per “La Luna” e “Un Senso”, a Dalla per “Les Étrangers”, a Sangiorgi per “Unisono”- che non dimentica mai di nominare ed elogiare: alla fine di “Un Senso” ha sorriso nel dire «quando i pezzi sono belli, sono belli».

È questa semplicità a renderla unica e meravigliosa – anche il gesto di soffiarsi il naso sul palco e chiedere scusa, compiuto da lei, lo fa sembrare straordinario – e che rende meravigliose le sue canzoni più famose: “E dimmi che non vuoi morire”, “La Bambola”, “I Giardini di Kensington”, “Il Paradiso”. Sono pezzi che sembra cantare senza il minimo di fatica. Con “Pensiero Stupendo” ha chiuso il concerto, riuscendo a far emozionare e pendere dalle sue labbra tutto il Blue Note.

Una vera eroina senza tempo.

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