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Pennellate di giocattoli e l’orchestra di Vermeer

È toccato ai Marlene Kuntz aprire le danze con un concerto dal risvolto sorprendente. Ora il Soho di Salerno spalanca le porte a piccoli e grandi nomi che i palcoscenici del bel paese dimostrano apprezzare.

Venerdì 24 ottobre tocca agli A Toys Orchestra, band di casa qui a Salerno, guidare un’altra serata all’insegna della musica nostrana. I ragazzi di “Technicolor Dreams” dopo una lunga pausa saliranno sul palco per l’ultima volta prima di affrontare il lavoro in studio del prossimo album.

La serata si divide in due spettacoli differenti. A salire sul palco per primi sono i Pennelli Di Vermeer, la band che ha avuto la consacrazione campana aprendo il concerto evento di Pino Daniele in piazza Plebiscito a Napoli. Qualche orecchio al di fuori della loro regione, però, li aveva già notati e il Club Tenco li aveva premiati col Premio della Critica al Festival di musica d’autore “Scrivendo Canzoni”. Tanta strada, tanti live, tanti festival e ora il pittoresco gruppo guidato da Pasquale Sorrentino conta già tre album nella propria carriera.

Come definire questi Pennelli? Ad ogni brano che parte c’è un’introduzione teatrale dello stesso Sorrentino munito di cappello a cilindro. Ad ogni canzone la giusta dose di folk e rock. Realtà e ironia fanno dei loro testi piccole caramelle gustose e si ascoltano con del buon vino nel bicchiere e tanta compagnia per ballare. Una festicciola, insomma, che presenta brani del loro repertorio accostandoli ai più recenti pezzi de “La Primavera Dei Sordi”.

Tutt’altra atmosfera è quella degli A Toys Orchestra, che iniziano a suonare non prima di aver risolto qualche inconveniente con la strumentazione. Enzo Moretto, la timida voce del gruppo, esordisce con “sono sei mesi che non saliamo sul palco”. Che si difenda da un probabile flop? Che faccia notare l’importanza dell’evento qui al Soho? Sta di fatto che l’aria su quello stesso palco che prima sorrideva insieme ai Pennelli Di Vermeer ora si colora di un po’ di tensione. Che sia causa dei soli inconvenienti tecnici, il pubblico pare non crederci.

Turbamento lontano da una vera e propria delusione, perché i ragazzi si confermano un ottimo prodotto di esportazione e urlano, ad ogni brano, il meritato successo che la distribuzione del disco in tutta Europa gli sta portando. Ma c’è qualcosa che non va. Gli A Toys Orchestra non sono nuovi alle nostre penne, eppure stavolta qualcosa ci frena dal dire “che bello vederli”.

Conserviamo la fiducia, ringraziamo i Pennelli Di Vermeer per la divertente serata e ci rivedremo presto, magari al Soho.

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