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Peppe Barra, l’importanza della voce [INTERVISTA]

Peppe Barra è un artista dotato di forte magnetismo e solare genuinità. Eccentrico, divertente,  fuori dalle righe,  è un attore e cantante che nella sua carriera ha sempre sapientemente mescolato l’arte con l’arte del divertimento. Durante il Concerto del Primo Maggio di Roma l’abbiamo incontrato nel backstage e abbiamo avuto il piacere di intervistarlo.

Signor Barra, parto subito con un elogio: tantissimi anni fa, almeno 15, ho visto il suo “Borghese Gentiluomo” a teatro e lei mi ha entusiasmato. Quindi le chiedo che importanza ricopre il divertimento nel suo lavoro?

Ma eri una bambina quando hai visto quello spettacolo! Penso che il divertimento sia una cosa importantissima, perché se non si diverte l’attore, non si diverte nemmeno lo spettatore. Questa è la mia filosofia. Ci sono tanti attori che non si divertono….e infatti, non fanno divertire nemmeno il pubblico!

Si ero poco più che una bambina, ma lei sa far divertire i ragazzi. Che messaggio rivolge loro in un concerto come quello del  Primo Maggio?

Questa sera io ho fatto due pezzi. Ho giocato con il pubblico. Ho fatto un primo brano di Giorgio Gaber, e non tutti i ragazzi conoscono Gaber, ma lo hanno ricordato. Ho percepito la loro attenzione. Non si sbatteven chiù! Non volevano solamente saltare e svagarsi, volevano ascoltare. Questo è stato importante. Poi, ovviamente, ho dato loro un pezzo delle mie radici, della mia tradizione, qualcosa insomma che li facesse ballare, comunicando quindi anche attraverso il divertimento.
Molto spesso si sottovaluta il valore della musica e dell’arte. Si sottovaluta l’importanza della comunicazione, ma penso che la musica, essendo un linguaggio universale, più arriva al cuore dei giovani, più diventa apprezzabile.

Possiamo essere ottimisti quindi rispetto “ai giovani”?

Si. Io sono sempre ottimista quando si parla di giovani, perché i giovani detengono il potere del futuro. Sono il vero investimento per un futuro migliore.

Lei gioca molto con la voce. Quanto è importante l’utilizzo appropriato della voce per trasmettere il giusto messaggio?

La voce è fatta di mille gamme, così come esistono le mille gamme delle emozioni. Bisogna trovare l’interpretazione giusta per suscitare la giusta emozione. La voce è quella che arriva e comunica direttamente. Bisogna saperla usare. Non è semplice.

Ricorda un po’ la filosofia di Carmelo Bene

Ecco vedendo gli spettacoli di Carmelo Bene ho potuto verificare come si possa davvero utilizzare la voce, utilizzarla, intendo, in maniera geniale.

E come si può lavorare su questo?
Bisogna, narcisisticamente parlando, innamorarsi della propria voce. Più ti piace la tua voce più riesci a comunicare. Più riesci a “sentirti” più arriverai agli altri.

Arrivare alla propria intimità per toccare l’intimità dell’altro?

Certamente, è proprio questo il lavoro da fare.

 

Proprio sul più bello arriva la sua macchina. Ci saluta, indossando un piacevole sorriso e ci lascia la sua raccomandazione:
“Bambine, avete le mani gelate! Ora andatevi a coprire, inizia a far freddo!”.

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