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Per sconfiggerli ci vuole benaffleck!

Ah, l’orrore, l’orrore. Quello dei film dell’orrore, dell’asilo degli orrori, del napalm al mattino. Cos’è l’orrore, amica Wikipedia? Ce lo diccelo!

«Horror is the feeling of revulsion that usually occurs after something frightening is seen, heard, or otherwise experienced. It is the feeling one gets after coming to an awful realization or experiencing a deeply unpleasant occurrence»


Sopra: tipo così.

Ecco perché, quando mi è passato sotto gli occhi lo splendido e irrinunciabile Skyline, non ho potuto fare a meno di restare a bocca aperta, abbacinato e orrificato dalla tremenda minchiata che detto film promette di essere.
Lasciate che ve lo spieghi in breve: Skyline è un abduction movie, tipo Close Encounters Of The Third Kind, tipo Independence Day ma senza i laser e Will Smith, tipo War Of The Worlds senza il remake orrendo, insomma tipo che avete capito. Ma è anche un po’ un film dell’orrore, stando alla definizione di orrore data qualche riga sopra da Wikipedia, che se volete posso riportare, nel caso in cui non l’aveste letta.

«Horror is the fee


«DEVI STARE MUTO»

Ma comunque, in Skyline la cosa spaventosa che i protagonisti vedono è IL CIELO. Tipo loro escono, alzano il naso verso le nuvole, c’è una luce e loro MUOIONO.
Non so voi, ma a me, detta così, a un’analisi superficiale, facendo due conti, ragionandoci al volo, buttandola lì, Skyline sembra un po’ una minchiata.
MA! Non siamo qui per parlar male di un film non ancora uscito, bensì per difenderlo: il cielo, tutto sommato, è una roba che può anche inquietare. Cioè, lui sta lì, fermo, tutto azzurro, e poi scopri che non esiste DAVVERO ma che è tipo l’atmosfera e le nubi e il vapore acqueo e il buco dell’Orzoro, e se spicchi il volo molto velocemente puoi anche bucarlo, il cielo, e finire là, oltre le nubi, e magari nello spazio profondo, dove nessuno può sentirti urlare, e dove se non hai un respiratore muori male e tipo che esplodi, e insomma, non è necessariamente rassicurante guardare il cielo.
Ecco perché s’è deciso di dedicare questa puntata di Compilation (insolitamente ricca! Ci sono più pagine! Più foto! Forse anche delle donne nude!) a tutti quei mostri DAVVERO idioti, quelli che quando guardi un film horror ti portano a pensare «ehi, ma i protagonisti hanno paura di questa roba qui?» oppure «orpo, che idea balzana ebbero gli sceneggiatori di questo cinematografò!» o anche «accidempoli, è incredibile pensare che si possa immaginare di costruire un pellicola basandosi su un cattivone di tal fatta!», e insomma, godeteveli, perché se anche doveste guardarne uno al mese sareste a posto per un anno, con il grande cinema.


Sopra: tipo così.

Ma prima di gettarci nella classifica, ecco a voi una lista di menzioni d’onore, film che avrebbero meritato un posto tra queste pagine ma alla fine anche no, perché insomma, c’era addirittura di meglio. Prendetelo come un aperitivo. E immaginatevi cosa potrà arrivare dopo.
[PAGEBREAK] Honorable mentions.

Trees (Michael Pleckaitis, 2001)

Un film che parla di alberi assassini. Gli alberi, di solito, hanno questa caratteristica che stanno fermi. Qui, a onor del vero, c’è da dire che si muovono, il che li rende ridicoli sì, ma non troppo. Comunque, nulla che un incendio doloso non possa sconfiggere.
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Dial: Help (Ruggero Deodato, 1988)

Un film di Ruggero Deodato, che è poi quello che ammazzava gli animali veri sul set ma lasciava vivo Luca Barbareschi. Potrei suggerirvi di boicottarlo, ma rischierei di passare per moralista bacchettone, quindi mi limiterò a dirvi che il mostro in questo film è UN TELEFONO. Cioè, tanti telefoni. Probabilmente ci sono di mezzo storie di bollette e tariffe. Alla fine, la situazione verrà risolta da un’eroina molto speciale.
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The Wig (Shin-yeon Won, 2005)

Un film in cui, ehm, c’è una parrucca assassina.
Non so cos’altro aggiungere.
Girate pagina, piuttosto, che cominciamo con la classifica vera e propria.
[PAGEBREAK] 7.
Il film

Evil Bong (Charles Band, 2006), nonché il suo seguito Evil Bong II: King Bong (Charles Band, 2009), che è chiaramente il miglior film di sempre perché condivide il nome con la migliore band di sempre.


Sopra: la locandina del primo capitolo, che come potete vedere ha per protagonista un bong con la faccia di Michael Jackson. Subito sotto


, la locandina del secondo film, che come potete vedere ha per protagonista la migliore band di sempre. In 3D if you’re stoned!

Cioè?
Cioè due film che parlano di fattoni che fanno cose stupide. Una roba abbastanza normale, nel mondo dell’Hollywood, e che mi consente di ricordare a tutti di guardare Pineapple Express, che è un film bellissimo dove James Franco sembra Kurt Cobain, che oh, voi l’avete mai sentito il bootleg dei Nirvana al Bloom? È bellissimo e loro facevano troppo, troppo casino, e poi Tad era finito all’ospedale di Vimercate per polmonite, quella sera, lo sapevate? No, per dire.

Qual è il mostro idiota che
Lo dice il titolo stesso: è un bong gigante, che parla nel cervello del protagonista Larnell e dei suoi amici fattoni e li obbliga a fare delle cose brutte. Il film comprende, tra le altre cose, alcune spogliarelliste, Phil Fondacaro (che è il nano del primo Troll nonché l’unico Ewok a morire in Return Of The Jedi), l’Omino Assassino Di Pan Di Zenzero (Con Tutte Le Maiuscole), oltre a uno strip club che è in realtà il Mondo del Bong, dove la gente va e poi muore. Ah sì, il bong maligno riesce a far succedere cose assai belle, tipo dare vita a un reggiseno a forma di labbra che strappa a morsi IL CAZZO di uno dei protagonisti.
Arrivato a questo punto, ci tenevo a rendere edotti gli ignoranti: un bong è questa cosa qui


Sopra: un bong.

, e si usa per FUMARE LA DROGA DELLA MARIJUANA ed essere poi fattissimi e vedere le cose ed è quindi una cosa MOLTO ILLEGALE da non dare in mano ai vostri bambini perché LA DROGA UCCIDE e una volta avevo un amico che ha fumato una cannetta e, pensate, POI È MORTO.

Come lo si sconfigge
Scegliendo la vita! Scegliendo la salute! Dicendo no alla droga! Più carote, meno marijuana! Più cannucce per bere succhi di frutta Zuegg senza zucchero, meno cannule di vetro per fumare il bong! Chi ti droga ti spegne! Winners don’t use drugs! Schwarzenegger non vuole che vi droghiate quindi NON DROGATEVI!


Sopra: scegli la vita! Di’ no alla droga che è cattiva e poi il bong ti fa fare le cose e magari muori.
[PAGEBREAK] 6.
Il film

Monsturd (Rick Popko, Dan West, 2003), un film che purtroppo è uscito solo per il mercato dell’home video americano, che è come dire un libro che è uscito solo per il mercato dell’Autogrill di Roncobilaccio: un buco nero che inghiotte un’enorme quantità di spazzatura, umana e non, e che non è facile da descrivere se non tirando in ballo Bruno Vespa e il TG4. Solo che con numeri molto più alti.


Sopra: la locandina del film, che come non potete (ancora) vedere ha per protagonista UN UOMO FATTO DI MERDA.

Cioè?
Avete presente le Tartarughe Ninja? Quelle deliziose tartarughine che cascavano nelle fogne e venivano a contatto con scorie radioattive nucleari mutagene velenose tossiche, trasformandosi in pittori rinascimentali italiani, guidati da un sorcio gigante, appassionati di pizza, esperti di arti marziali, dotati di bizzarre armi orientali e mascherine colorate, ma soprattutto VERDI E TARTARUGOSE?
Ecco, Monsturd è la stessa cosa, solo che senza sorci, senza pizza e senza tartarughine.
Solo tanta, tanta cacca.


Sopra: un libro informativo sull’argomento.

Qual è il mostro idiota che
Uno stronzo gigante.


«Ci sono altri stronzi su questa nave?» «Io, signore!»

No, davvero, il mostro è un’enorme struttura antropomorfa costituita interamente di merda. Sterco. Cacca. Pupù. Escrementi. Deiezioni. Feci.
Deambula, minaccia, aggredisce, uccide, ma è pur sempre un mostro fatto di popò. Bisognini. Letame. SchifINSOMMA LA CACCA, avete capito, no?

Come lo si sconfigge
Introducendo alimenti ricchi di fibre nell’alimentazione. Condendo le insalate preferibilmente con olio di semi di lino, che favorisce il transito intestinale. È buona norma non eccedere nelle porzioni dei pasti e masticare a lungo ogni boccone. Consumando cibi ricchi di magnesio, per esempio broccoli, spinaci e noci. La mattina è utile bere un bicchiere d’acqua calda con succo di limone.


Sopra: oppure chiamando lei.
[PAGEBREAK] 5.
Il film

Attack Of The Killer Refridgerator (Michael Savino, 1990), anch’esso sfortunatamente uno straight-to-video invece che blockbuster mondiale rimanente in sala per otto settimane consecutive. Però pensate, la protagonista Christina Murphy recitò in Carlito’s Way! Celebrity!


Sopra: la locandina del film, che come potete vedere ha per protagoniste un paio di tette.

Cioè?
Cioè vi racconto la prima metà del film: c’è un gruppo di adolescenti che fa una festa e si sbronza.
Dopodichè, in mezzo alla ciucca generale, i ragazzi, invece di fare le cose che fanno tutti i ragazzi quando si sbronzano, tipo giocare a obbligo/verità, guardare un film brutto (META-!), giocare al gioco della bottiglia, organizzare un’orgia anale, bere assenzio e genepì fino a vomitare l’anima, ingozzarsi di patatine e arachidi, decidono di, ehm…


Sopra: per prepararvi a quello che state per leggere, ecco a voi la foto di due teneri gattini.

… VIOLENTARE IL FRIGORIFERO CON UN MARTELLO.

Qual è il mostro idiota che
È, per l’appunto, il frigorifero. Che, traumatizzato dall’esperienza, prende vita e comincia a uccidere tutti i partecipanti all’orrida ordalia, alla tremenda tregenda, alla triste tragedia, alla cervellotica cerimonia.
A questo punto, ci sta anche che uno si fermi e si chieda: «Come si fa a violentare un frigorifero?».


«Mi sento sporco» «Su, si calmi, mi mostri in quale parte del condensatore l’hanno toccata»

Come lo si sconfigge
Sconfiggerlo? Un elettrodomestico VIOLENTATO DA UN GRUPPO DI ADOLESCENTI IN FREGOLA, e noi dovremmo essere qui a difendere suddetti adolescenti?


Sopra: tipo così. Che uno dice, a ripensarci un attimo…

Comunque è facile, si stacca la spina. Che è anche più responsabile nei confronti dell’ambiente. E aiuta a sconfiggere il riscaldamento globale. Che è nostro nemico. Anche perché sta uccidendo tutte le fochine tenerelle. Quindi ecco, a conti fatti il frigo è cattivo e quelli là hanno fatto bene a stuprarlo.
Anche se, ecco. Violentare un frigo. Non so, io continuo a non stare del tutto bene con me stesso.
[PAGEBREAK] Bonus track.
Il film

The Mangler (Tobe Hooper, 1995), che è il primo – e, temo, l’unico – film di questa lista che prevede grossi nomi tra cast e regia. Pensate! Il protagonista è Robert Englund cioè Nightmare, il regista è Tobe Hooper cioè quello che non apriva quella porta e quello che POLTERGEIST, CAROL ANNE, BAMBINE INQUIETANTI, e la storia è stata partorita da Stephen King che è stato investito da un camions.


Sopra: la locandina del film, che come potete vedere ha per protagonista Don Vito Corleone.

Cioè?
Cioè come prendere un racconto carino ma che già di per sé copiava un’idea vecchia (praticamente The Mangler è Etaoin Shrdlu con della biancheria di mezzo) e maciullarlo senza alcuna pietà, trasformandolo nella storia di…


Di…

Qual è il mostro idiota che
… di una macchina per piegare il bucato. Assassina.
Che poi non è tanto il fatto che sia assassina a sconvolgere – voglio dire, vi ricordate quella roba del violentare un frigo, sì.
È il fatto che esista una macchina per piegare la biancheria. Cioè, piegare la biancheria. Tipo quando c’è la tovaglia e ci si mette in due e ciascuno prende due lembi e li avvicina e li rigira e poi si piega un’altra volta e alla fine hai una tovaglia perfettamente quadrata. Però lo fa una macchina. Che, immagino io, dentro ha che cosa?, due omini che si avvicinano e i due lembi e poi tcetera?

Come lo si sconfigge
Gli si dà in pasto questa:


«L’ORRORE! L’ORRORE!»
[PAGEBREAK] 4.
Il film

Night Of The Lepus (William Claxton, 1972), tratto dal romanzo The Year Of The Angry Rabbit, scritto da Russell Braddon, autore tra l’altro di libri tipo The Naked Island, che parla delle esperienze di un prigioniero di guerra nelle galere giappe durante la seconda guerra mondiale. Perché poi sia finito a scrivere un romanzo che parla di conigli incazzati è un mistero glorioso.


Sopra: la locandina del film, che come potete vedere ha per protagonisti UN NUMERO DISPARI DI OCCHI.

Cioè?
Cioè un film che parla di un gruppo di redneck che vivono in una sperduta città dell’Arizona, dove è avvenuta la sfiga che tutti i coyote (i coyoti?) sono morti e quindi c’è un’infestazione di teneri coniglini.


Sopra: tipo così.

Solo che i redneck, che hanno coscienza ecologica, non vogliono usare il veleno per sterminare i coniglini. Anche perché questo li renderebbe persone ORRENDE, perché chi mai vorrebbe sterminare dei teneri coniglini? In fondo sono teneri coniglini!
MA! Siccome la scienza è sempre in agguato, con i suoi terribili tentacoli tentatori, ai redneck viene proposto un affare: sperimentare un siero che sterilizza i coniglini, impedendo loro di invadere la campagna senza per questo mettere a rischio la loro sopravvivenza; in fondo, sono coniglini. Dopodiché, siccome arrivati al punto dove dice «sperimentare» i redneck smettono di ascoltare perché NON CAPISCONO, la proposta viene accolta senza esitazioni e i coniglini vengono sterilizzati.
Finché…

Qual è il mostro idiota che
… il vaccino
fa casino
e ti muta il coniglino.

Che diventa un coniglione
aggressivo e mattacchione,
che si sbrana i poveracci
e delle scarpe lascia i lacci.

Con i denti da mannaro
lui si sbrana ogni bovaro.
Coniglioni a profusione
che bestiacce, dannazione!


Sopra: tipo così, dannazione!

Come lo si sconfigge
I fattori, oh! tapini
desìan frigger coniglini.

Non ne posson più di morte
e mostroni alle lor porte.
È così che nelle tane
dei mostroni verderame…

Oh, sentite, no. Arrivato a «verderame» ho deciso che no. Ve la racconto in prosa. I tizi vanno dove vivono i coniglioni, piazzano delle mine, boom, esplode tutto, tornano i coyote, tornano i coniglini carini, sono tutti felici tranne quelli che sono stati squartati dai coniglioni.
Capolavoro.
[PAGEBREAK] Bonus track.
Il film

Black Sheep (Jonathan King, 2006), un film neozelandese che si distingue da altri famosi film neozelandesi tipo trilogie a caso di cui non farò il nome per il fatto che al contrario di dette trilogie è bellissimo.


Sopra: la locandina del film, che come potete vedere ha per protagonista un gioco di parole molto bellissimo.

Cioè?
Cioè una profonda ed elaborata metafora sui danni ambientali causati dall’allevamento intensivo in Nuova Zelanda, terra di verdi prati, alte montagne e peti devastanti. Nonché una critica all’uomo che gioca a fare dio con l’ingegneria genetica. Ma anche sul conflitto tra chi è legato alla sua terra e chi, invece, è fuggito da essa per andare a cercare fortuna altrove, ma non può fare a meno di sentirsi attratto verso il suo passato, verso ciò che era e non è più, e alla fine viene trascinato in un turbine di ricordi, responsabilità, decisioni.
E poi ci sono anche…

Qual è il mostro idiota che
… loro:


«Oh, sheep»

Pecore mutanti. Assassine. Carnivore. Sessualmente affamate.
Non ridete, ora. Perché le pecore di Black Sheep (che è poi il motivo per cui questo film è nelle bonus track e non in classifica) fanno paura. Sono cattive. Violente. E odiano i giapponesi.


«OOOOOOOH CLAAAAP!»

Come lo si sconfigge
Con un’enorme esplosione detonata dai peti delle pecore stesse.
Giuro.


Sopra: tipo così, ma con più peti.
[PAGEBREAK] Bonus track^2.
Il film

Frogs (George McCowan, 1972), un film impossibile da spiegare a parole.


Sopra: la locandina del film, che come potete vedere ha per protagonisti alcuni animali assai bizzarri.

Cioè?
Cioè il film più surreale della storia, il figlio bastardo di una raccolta di provini per screamer e Super Quark.
Davvero, è complicato descrivere a parole quanto possa essere fuori dalla realtà questo capolavoro, quindi consigliamo piuttosto di guardarvi un paio di scene.

Qual è il mostro idiota che
La natura. O le rane. O forse Piero Angela.


«’fraid, kiddo?»

Come lo si sconfigge
Non ne ho idea, stavo ridendo troppo mentre guardavo il film, quindi preferisco riportarvi questo interessante trivia preso da Imdb:

«Because of the film’s poster art, which depicts a human hand hanging out of a huge frogs mouth, it is often misconstrued that the film is about giant man-eating frogs rather than about swamp wildlife on the rampage»

Ah giusto, because of the film’s poster art, non because IL FILM SI CHIAMA FROGS.
[PAGEBREAK] 3.
Il film

Attack Of The Killer Tomatoes! (John De Bello, 1978), un film il cui regista è gallico.


Sopra: la locandina del film, che come potete vedere ha per protagonisti dei pomodori assassini.

Cioè?
Cioè quello che ho scritto sopra: pomodori assassini.
No, davvero.


Sopra: pomodori assassini.

Che poi nel film c’è un tizio che si chiama Mason Dixon, un altro tizio che si traveste da Hitler, carriarmati, persino George Clooney nel secondo capitolo (Return Of The Killer Tomatoes). Eppure tutto ciò viene completamente oscurato dal fatto che in questo film ci siano dei pomodori assassini.


Sopra: il terrore serpeggia tra i surgelati.

Qual è il mostro idiota che
Ehm, i pomodori assassini?
No, davvero, rifletteteci un attimo.
Pomodori assassini.
Ci avete riflettuto?
Complimenti, ora la realtà ha fatto un passo a sinistra.

Come lo si sconfigge
Con la parrucca del film di cui sopra.
Capito, no? Parrucca, pelati…


Sopra: la vostra reazione, a meno che non siate brutte persone.

No, ma seriamente. Sapete come si sconfiggono i pomodori assassini?
Ovviamente con la musica! In particolare, con la splendida canzone PUBERTY LOVE, sparata a tutto volume dalle casse (casse, pomodori…) dello stadio.
Dopodiché, ecco…

«The film ends with a carrot that rises from the Earth and says: “All right, you guys. They’re gone now”»
[PAGEBREAK] 2.
Il film

Death Bed: The Bed That Eats (George Barry, 1977), un film finito di girare nel 1977 e uscito ufficialmente nel 2003, perché nei ventisei anni precedenti il mondo non era assolutamente pronto a sostenere cotanto splendore. Nonché un film finito di girare nel 1977 e uscito ufficialmente nel 2003 perché il regista SI ERA DIMENTICATO DI AVERLO GIRATO.
Giuro.


Sopra: la locandina del film, che come potete vedere ha per protagoniste delle mani.

Cioè?
Death Bed è uno di quei film di culto che tanto piacciono ai nerd brufolosi che passano le loro giornate seduti al buio nello scantinato di casa loro circondati da computer modem stampanti e l’Xbox carte di caramella pacchetti di patatine hamburger di MacDonald’s un ventilatore per asciugare un po’ del sudore che imperla le loro fronti e si annida tra le pieghe del loro grasso corporeo e raffredda anche come se fosse una ventola i suddetti PC oppure Mac però vecchi perché quelli nuovi li trovate solamente in loft luminosissimi e con pavimento in marmo perché c’è il rischio che il buio e il caldo umido dello scantinato facciano surriscaldare il disco fisso del computer da cui il nerd sta giocando a World Of Warcraft o navigando nell’Internet postando commenti positivi su quel film sconosciuto degli anni ’70 che lui ha ottenuto tramite bootleg piratato cedutogli dal re supremo dei nerd della sua città e quindi lui lo pubblicizza su altrettanto oscure message board salvo arrivare i commenti dico tra le mani dello stesso regista George Barry che legge si stupisce si ricorda di quel film e decide di farlo finalmente pubblicare in DVD con grande gioia nostra e con grande scorno del nerd che vede il suo prodotto di culto trasformarsi in volgare mercanzia.


Sopra: tipo così.

Qual è il mostro idiota che
Un letto assassino posseduto da un demone.
Nel senso, non è che stiamo parlando di un letto che va in giro a mangiare la gente o che.
Stiamo parlando di un letto. Che quindi, in quanto letto, sta fermo. E mangia la gente che su di esso si sdraia. Ma lui è fermo. Fa quello che fanno tutti i letti del mondo: rimane immobile. Perché, voglio dire, è un letto. Avete presente, no? Tipo quello che avete di là in camera. Un… letto.


Sopra: un paio di piedi, il cibo preferito del letto assassino.

La cosa più affascinante è sicuramente la storia del letto. Perché questo letto, un tempo, era un demone. E questo demone, prima di essere un demone, era un albero, che poi si trasformò in un soffio di vento e si innamorò di una donna a fianco della quale soffiò che per due soldi mio padre comprò. Il demone letto albero vento fece l’amore con la donna, la quale morì durante l’atto, e mentre moriva i suoi occhi sanguinarono e il letto divenne il letto assassino. Il film non dà alcuna spiegazione su che fine facciano il demone, l’albero e il vento.
In tutto ciò, lo spirito di un artista morto, intrappolato in un dipinto sul muro, fa commenti su quanto sta accadendo durante tutta la durata del film.
Sorprendentemente, Death Bed è il primo e unico film di George Barry.


Sopra: Hannibal Lecter meets Ikea.

Come lo si sconfigge
Benzina e fiammiferi? Sega circolare? Discarica? Lenzuola sporche? CAMBIARE CASA?
E invece no. Pare che l’unico modo, stando al film, sia copulare selvaggiamente con la madre del letto quando questo è addormentato, finché il letto stesso non esplode urlando.
No, davvero.


Sopra: una scena tagliata del film.
[PAGEBREAK] 1.
Il film

De Lift (Dick Maas, 1983), un film talmente stupido che anche metterlo a confronto con gli altri film di questa classifica mi sembra quasi insultante.
Ma d’altra parte…


Sopra: la locandina del film, che come potete vedere ha per protagonisti gli anni ’80.

Cioè?
Cioè un film brutto di cui, fermo restando ciononostante, è stato addirittura girato un remake nel 2001, intitolato Down (oppure The Shaft, a seconda), con Naomi Watts, James Marshall e Ron Perlman.
Il remake è stato presentato a Cannes.
Il mondo va al contrario.


Sopra: tipo così.

Qual è il mostro idiota che
Un ascensore. Che ci vai dentro e poi muori. Non nel senso che ti porta al tredicesimo piano e mezzo dove c’è la morte che ti aspetta con la falce e il ghigno sardonico stampato in faccia, o che ci vai dentro e c’è un uomo cattivo che ti mangia il fegato urlando le canzoni delle mondine, né che boh. Nel senso che proprio entri nell’ascensore vivo e quando esci sei morto.

Come lo si sconfigge
Per esempio, NON ENTRANDOCI.


Sopra: oppure così.

No, ma davvero. Questo film è talmente stupido che la tagline promozionale recitava

«TAKE THE STAIRS! FOR GOD’S SAKE TAKE THE STAIRS!!!»

E quindi, insomma, ecco. Di fronte a una roba del genere cosa si può aggiungere?

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