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  • Perturbazione: Pianissimo Fortissimo

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Un anno in più, non cambia niente

Anche se, in realtà, sono due gli anni passati da “Canzoni Allo Specchio”. I Perturbazione continuano a (per)seguire quella terza via che c’è tra pop e canzone d’autore. Ora anche tra indie e major, potremmo dire, visto il passaggio su Capitol/EMI. Ebbene, il figa strabiliante di “Controfigurine” non è il burro in culo di “Animalia”, soprattutto perché manca tutto il resto, così come quella “Se Mi Scrivi”, dal piglio così pop, non trova alter ego in “Pianissimo Fortissimo”. Rimane un disco, quindi, dominato dalla poetica semplicità che contraddistingue il gruppo, capace di sviscerare un profondo sentire dagli apparentemente marginali temi quotidianamente ricorrenti. Sono trattati con un’ironia fuori dal comune, questi romantici argomenti che ruotano principalmente attorno alla sfera sentimentale, così come con la dolcezza consapevole che avviluppa tutta l’espressione dei Perturbazione.

“Pianissimo Fortissimo” non raggiunge quell’appeal magnetico di “Canzoni Allo Specchio”, non fa clamore e fatica molto di più a scoccare la scintilla decisiva, quella che accende l’amore per canzonette che tutto sono tranne che tali, ma necessitano di essere ascoltate anche col cuore e con la mente. L’arguzia lascia maggiore spazio all’intimità del folk o della canzone d’autore, della vivacità del pop fatichiamo a trovare traccia, così che diventa indispensabile ricercarla nel significato delle parole di Tommaso, così introspettivamente incisive come i ritmi placidi e gli archi morbidi sembrano innocui.

Pianissimo sembrano andare i Perturbazione nella loro estetica songwriters, ma Fortissimo continuano a premere l’acceleratore dell’intensità intelletiva e sentimentale della propria musica.

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