Home > Recensioni > Perzonal War: Bloodline

Niente di perzonale

Si potrebbe definire power thrashcore la proposta dei Perzonal War, band tedesca in circolazione da più di 10 anni e giunta ormai al sesto album. Sì perché la lezione dei Metallica pare essere stata assimilata in modo certosino, ma l’ensemble, in questa ultima release, non disdegna affatto l’escursione nei modernismi più melodici che l’odierna scuola metalcore ha portato in auge negli ultimi anni. Basta già questa breve introduzione a capire che di realmente innovativo, i PW, propongono ben poco. Il sound è infatti costruito su una mescola tutto sommato abbastanza prevedibile di strofe arrembanti (e qui i four horsemen sono realmente riconoscibili) e aperture melodiche in concomitanza di prechorus e ritornelli, momenti in cui a emergere, invece, sono le influenze più tipicamente teutoniche, ultimi Rage su tutti – ed ecco spiegato il power della definizione.
“Bloodline”, insomma, è un disco fatto prima di tutto di suoni puliti e armonie sufficientemente catchy, impreziosito da una folta schiera di cammei (Victor Smolski, proprio dei Rage, Schmier dei Destruction, Manni Schmidt ex-Rage, ora nei Grave Digger, Gus Chambers dei Grip. Inc): nessun assalto all’arma bianca, né sperimentazioni eccessive o ibridazioni new thrash, solo un onesto platter di metal compatto e ben suonato, capace tuttavia di offrire, tra una citazione e l’altra, qualche momento autenticamente convincente nel suo essere riconoscibilmente tradizionale, da un lato, ma in definitiva sufficientemente perzonale da meritare almeno un ascolto .

Scroll To Top