Home > Recensioni > Pesaro 2015 — A Minor Leap Down

La notizia è disarmante, per usare un eufemismo: il bambino che portava in grembo è morto, e non prima di due giorni dovrà essere rimosso.

La giovane Nahâl, protagonista di “A Minor Leap Down“, opera prima di Hamed Rajabi presentata in concorso alla Mostra del Nuovo Cinema di Pesaro, dovrebbe adesso comunicare tale notizia ai suoi familiari, suo marito in primis, se non fosse ricaduta nella depressione. Nahâl si ritrova a sabotare ogni entusiasmo da carrierista rampante del marito, ancora all’oscuro della notizia.

È una storia universale, anche se spiacevole, quella di Nahâl. La vediamo ambientata in Iran, ma potrebbe essere benissimo una storia americana o italiana. Questo, da un lato, azzera completamente il valore produttivo di usi e costumi locali che avrebbero potuto caratterizzare meglio il film; d’altro canto lascia in evidenza i personaggi, in particolare quello della protagonista, su cui la camera si concentra per mostrare la totale assenza di emozioni e interesse nel suo volto e nelle sue azioni, spesso negando il controcampo ai suoi interlocutori quando prendono la parola.

Tutto questo non basta però a definire uno stile dell’esordiente trentatreenne Hamed Rajabi; piuttosto “A Minor Leap Down” denota una dedizione nella scrittura del lento declino di Nahâl, che si rispecchia nell’interpretazione altrettanto caparbia di Negar Javaherian (che già era in “Melbourne“, di molto superiore a questo per scrittura e originalità).

Pro

Contro

Scroll To Top