Home > Recensioni > Pesaro 2015 – Un jeune poète

Il film, presentato in concorso alla Mostra del Nuovo Cinema di Pesaro 2015, si intitola “Un jeune poète“, ovvero “Un giovane poeta”. La prima scena ci mostra un giovane, Rémi, adolescente. La seconda ce lo mostra poeta.

Il suo luogo di elezione è un cimitero, ma di una cittadina di mare sempre baciata dal sole. È un luogo suggestivo per definizione, dove un poeta dovrebbe avere vita facile. Ma la ricerca dell’ispirazione e della mot juste si rivela più dura di quanto Rémi non credesse. Né le anime quiete del cimitero, né l’incontro occasionale con un coetaneo pescatore, nemmeno la folgorazione romantica per una fotografa riescono a sbloccarlo.

A quanto pare la vita di un poeta in erba è parecchio noiosa: questo ci dicono i quadri immobili con cui l’esordiente Damien Manivel incornicia i passaggi di Rémi (interpretato dall’esordiente Rémi Taffanel) fra i clivi della luminosissima cittadina mediterranea di Sète, e fra un’umanità che sembra aver già trovato il suo equilibrio a dispetto suo.

Rémi (il personaggio e l’atttore) non abbandona mai la sua faccia da schiaffi, l’unico elemento a onorare la presunta vena comica del film. Il risultato però è che l’umorismo non decolla mai, e viene alla mente un paragone con il recente vincitore della Mostra del Cinema di Venezia “Un piccione seduto su un ramo riflette sull’esistenza”, che di umorismo (in questo caso bizzarro) trabocca. La costante attesa del sorriso che non arriva mai distrae anche dalla produzione poetica effettiva del protagonista, che magari, a prestarci attenzione, sarebbe anche interessante.

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