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  • Pete Doherty: Grace/Wasteland

    Pete Doherty

    Data di uscita: 16-03-2009

    Loudvision:
    Lettori:

Prodigiosa rehab

Accantonata, forse momentaneamente, la parentesi con i The Libertines, Pete Doherty ci stupisce e ci regala un album da solista tutt’altro che banale e sicuramente diverso da ciò che ci si aspetterebbe considerando i precendenti.
Accontonate (forse) anche le scorribande, l’uso e abuso di droghe, i “singolari” dipinti con il sangue, i tira e molla con l’ormai ex Kate Moss, Doherty sembra volersi concentrare sulla musica, portando alla luce il suo lato più intimista e introspettivo.

“Grace/Wasteland” mette insieme una serie di pezzi che Pete già teneva nascosti nel cassetto da parecchi anni e che per l’occasione sono stati svelati, previa risistemazione e revisione.

L’album a nostro avviso non contiene track da hit parade, fatta eccezione per l’indie-pop “Through The Looking Glass” che probabilmente si guadagnerà qualche passaggio in radio, ma ci fa conoscere nuove sfumature espressive del tormentato neo-bohemian Doherty, che ne esce sicuramente riabilitato. [PAGEBREAK] Già dal primo singolo, “Last Of The English Roses”, si percepisce che i toni sono suffusi e delicati, che il ritmo è frutto di un sapiente mix di sonorità acustiche e grezze e di composizioni nate dalla collaborazione di una serie variegata di musicisti; nella old-style “Sweet By And By”, la fanno infatti da padrone un pianoforte e una serie di fiati.

In “Grace/Wasteland” trova spazio anche la passione più viscerale: “A Little Death Around The Eyes” è un quasi tango appassionato, molto ballabile e con un sound pieno, mai banale, dove risulta significativa la presenza dell’amico Carl Barât.

Attraverso ciascuna delle dodici tracce, Doherty ci racconta una storia, ci svela un segreto, ci avvicina al suo modo stralunato di sentire e vivere ciascuna emozione.
Non si tratta di un album perfetto né strabiliante, è però una dichiarazione sincera, una manifestazione onesta e schietta, un modo, che forse non si ripeterà, per dire “Io sono anche questo, ve lo aspettavate?”.
Francamente no.

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Contro

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