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Ne voglio un’altra fetta

David Petrosino è un musicista ed autore da anni piuttosto noto nella scena rock romana ed italiana in generale. Dopo aver militato in svariate band ed aver collaborato con nomi prestigiosi della musica leggera nazionale oggi si presenta al pubblico con questo suo nuovo progetto/gruppo denominato Petrosino, appunto.
Il primo parto di questa nuova famigliola musicale si intitola “Slices” e cerca di coniugare un’indubbia capacità musicale con il confronto con diverse culture ed idee nel segno della contaminazione pura.

Il risultato che ci è dato sentire da questa idea ambiziosa è un album di dodici tracce affascinanti e coinvolgenti.
Rock alternativo, post-grunge, pop-rock e quant’altro si fondono insieme armoniosamente conditi da una produzione vagamente retro e low-fi. “The Flying People”, “Heat”, “If I Had” (singolo subito!) sono solo alcuni tra i momenti migliori di un album davvero degno di nota. Canzoni, queste, che ci si ritrova a canticchiare senza rendersene conto dopo un solo ascolto. Altra nota di merito per la lenta “Above Words”, piena di pathos emotivo al punto da ricordare il David Bowie del periodo “Space Oddity”, infarcita com’è di chitarre stridenti e archi sintetizzati che si sovrappongono all’apertura di piano e voce.

Essenziale ed incisivo il lavoro svolto dalla sezione ritmica Claudio Mosconi e Stefano Falcone, che fanno da giusto tappeto alle escursioni sonore di Petrosino e Dome La Muerte, creando un intreccio ipnotico e suadente. Margini di miglioramento ancora possibili, invece, per l’esecuzione vocale, più dal punto di vista espressivo che da quello tecnico, vista l’istintività che la band adotta nell’affrontare la musica.

Un album, in conclusione, che fa del buon songwriting la sua arma primaria, con ottimo gusto per gli arrangiamenti, pochissimi difetti ed un’ampia apertura mentale che permette al rock dei Petrosino di esplorare sfaccettature differenti guadagnando in personalità e caratura.

“Slices” ha la proprietà di infilartisi sotto pelle ascolto dopo ascolto. Ci sono canzoni come “The Flying People” o “If I Had” i cui ritornelli continuano a tornarti in mente nella loro brillante semplicità melodica. Qualche canzone sicuramente è meno accessibile ma mai banale o noiosa. Non ce la sentiamo di definirlo un capolavoro, ma …a quando il prossimo album?
Da ascoltare assolutamente!!

Pro

Contro

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