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Ritorno d/al futuro più incredibilmente remoto

Modulazioni che hanno luogo tra i vostri neuroni. (de)costruzione istintivamente ragionata. sperimentalismo consapevole ma mai autoindulgente. ascolto “attivo” ed estremamente divertente.
Questi gli ingredienti chiave del secondo atto Phantomsmasher-Atomsmasher, replica di un mondo non nuovo, ma poche volte così convincente; di una musica pe(n)sante come poche altre, frutto anche di quello straordinario percorso professionale-umano che fa capo a James Plotkin, ma anche Dave Witte e Dj Speedranch.
Un naturale reinventare il rock all’insegna della creatività e della sincera ispirazione. Canzoni-non canzoni senza una fine ed un inizio. Senza un senso, anche.
Manipolazione ultima di stati mentali, questo disco si erge a simbolo di una contaminazione assoluta, dove a dettare il ritmo sono le geometrie aritmiche, invase da cacofonie liquide e da lisergici impianti ambientali. L’avanguardia che avanguardia non è.
Difficile descrivere le coordinate sonore, visto che nell’impasto trovano spazio tanto frammenti grind al silicio, quanto devianza kraut industriale, condita dalla migliore scuola di elettronica radicale possiate trovare al mondo. Difficile parlare del disco, ecco tutto.
Alla fin fine della fiera non si può far altro che consigliare con tutto il cuore i Phantomsmasher, perché da queste parti passa la musica del nuovo millennio, quella che mastica l’Estremo e conduce in territori nuovi ed eccitanti. Tutto nella vostra mente.

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