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Il phascino del macabro

I francesi Phazm giungono al traguardo del terzo lavoro con questo “Cornerstone Of The Macabre”, autoproclamandosi nuovi portabandiera del death’n’roll. Genere piuttosto rischioso, questo, reo com’è di “ammorbidire” il death metal introducendo elementi (quali, appunto, il rock’n’roll) solitamente malvisti dai fan oltranzisti delle frange più estreme.

Ci si può rendere subito conto di quante influenze stilistiche questi ragazzi abbiano saputo e voluto fondere insieme. Tra le coordinate più evidenti ci sono i Cathedral nella loro fase più heavy: “Welcome To My Funeral” non avrebbe sfigurato su “Forest Of Equilibrium” o “Endtyme” della band di Lee Dorrian. Gli altri riferimenti sono molteplici e vanno dai bistrattati Gorefest di “Chapter XIII”, agli ZZ Top (“Mucho Mojo” è geniale in tal senso nel suo incedere), passando per gli Entombed del periodo “Uprising”.
Degno di nota lo strumentale acustico “Strange Song”, dal sapore malinconico e bluesy.

Non si allarmino troppo però i duri e puri, visto che ci troviamo comunque al cospetto di una band di estrazione death metal, come voce in screaming e testi ci ricordano durante un po’ tutte le track. Titoli come “Necrophiliac” e “The Old Smell Of The Meat” in tal senso parlano da soli. Anche musicalmente i Phazm dimostrano di essere in grado di sfornare episodi violentissimi, come “The End” e “The Worm On The Hook”.

Quasi in chiusura del disco arriva il personale omaggio del gruppo ai Metallica, con una versione veloce e coinvolgente di “Damage Inc.”, prima che la groovy “Adrift” ponga la parola fine ad un lavoro non miracoloso ma senz’altro interessante e compatto.

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